Il vaccino italiano arriverà entro l'estate, assicura Ippolito

Il vaccino italiano arriverà entro l'estate, assicura Ippolito

È il 'candidato' messo a punto dalla società biotecnologica ReiThera, con sede e Castelromano, e attualmente sperimentato all'Inmi Spallanzani. Il direttore all'AGI: "Stiamo dando il massimo per fare tutto al meglio nel minor tempo possibile"

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© Reithera - La sede di ReiThera a Pomezia

AGI - Entro l'estate del 2021 dovrebbe concludersi la fase 3 della sperimentazione del vaccino 'Made in Italy', ovvero quello messo a punto dalla società biotecnologica ReiThera, con sede e Castelromano, e attualmente sperimentato all'Inmi Spallanzani. Lo afferma all'AGI il direttore scientifico dello Spallanzani, Giuseppe Ippolito, confermando così la tempistica annunciata il 24 agosto scorso, quando il vaccino fu inoculato ai primi volontari. 

"Occorrono non meno di 8/9 mesi", sottolinea Ippolito precisando che la fase 1 della sperimentazione "si dovrebbe chiudere entro gennaio 2021" e spiegando che, comunque, "stiamo dando il massimo per fare tutto al meglio nel minor tempo possibile". 

Le notizie di oggi sul vaccino ReiThera, che ha superato la fase uno dimostrando di essere ben tollerato nei pazienti, "confermano la bontà della scelta che la Regione Lazio e il Ministero della Ricerca hanno fatto, sin dalle prime fasi della pandemia, di finanziare la sperimentazione di un candidato vaccino ideato, testato e prodotto nel nostro Paese, nel distretto industriale biotecnologico di Pomezia-Castelromano, attivando una virtuosa collaborazione tra eccellenze pubbliche e avanzate strutture biotecnologiche private". 

"A oggi - ricorda ancora il professore - sono 62 i candidati vaccini contro il virus SAR-CoV-2 in fase di sperimentazione sull'uomo in tutto il mondo, e 13 di questi sono nella fase 3, quella che precede l'approvazione e la messa in commercio. Nei giorni scorsi abbiamo assistito ad un festival di comunicati stampa che, al di là dell'enfasi e delle evidenti strategie di marketing dei produttori, ci dicono che la ricerca ha fatto grandi passi avanti, riuscendo ad arrivare in meno di un anno a traguardi impensabili, senza derogare ai principi di sicurezza e senza saltare alcuna fase tra quelle previste dai protocolli internazionali".

"Ci conforta sapere che altri vaccini che utilizzano la stessa tecnologia del vettore virale - sottolinea Ippolito - e che hanno iniziato la sperimentazione prima di noi, hanno annunciato nei giorni scorsi dati molto incoraggianti sulla capacità di questo tipo di vaccino di proteggere dal virus. Questo risultato non sarebbe stato possibile senza l'attivazione, all'interno dello Spallanzani, di una specifica unità di Fase 1 Covid-19, che ha visto impegnate tutte le direzioni dell'Istituto in un grande sforzo organizzativo, e avvalendosi di un team clinico e di ricerca di altissimo profilo, con l'impegno dei laboratori di Virologia ed Immunologia, dei clinici e degli epidemiologi, senza dimenticare il fondamentale contributo dato dal Centro Ricerche Cliniche del Policlinico di Verona, dove si è svolta una parte significativa del trial".

Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani

"Credo che l'11 dicembre la Food and Drug Administration (l'autorità regolatoria per i farmaci statunitense, ndr) darà il via libera al vaccino" messo a punto da Moderna, aggiunge poi Ippolito. "Sono convinto che i dati li hanno già ricevuti e, quindi, penso che per quella data si chiuderà" la pratica. Quanto al balletto che si è visto sui dati relativi all'efficacia del vaccino, tra la Pfizer e Moderna, "non cambia nulla - osserva Ippolito - in quanto i vaccini hanno dimostrato una buona efficacia ed è questo che conta".