Il giurista: bocciatura annullata per stress da Covid? Non crea un precedente

Il giurista: bocciatura annullata per stress da Covid? Non crea un precedente

Il Consiglio di Stato ha dato ragione a una 19enne che potrà ripetere l'esame di maturità. Il giurista Fantigrossi all'AGI: difficile che la pandemia possa diventare una giustificazione per altri studenti

scuola covid stress maturità  giurisprudenza

 Esami maturita' (Agf)

AGI -  Fiaccata emotivamente dalla pandemia e dal lockdown, non supera l'esame di maturità. Ma l'esito negativo del ricorso inoltrato al Tar del Veneto viene ribaltato dal Consiglio di Stato: lo stress da Covid non è una scusa, la prova va ripetuta.

A commentare la 'vittoria' di una 19enne studentessa padovana è Umberto Fantigrossi, già presidente degli avvocati amministrativisti. Che però invita alla prudenza..

“L’annullamento di una bocciatura è abbastanza raro, difficile che un caso come questo possa diventare un precedente visto il motivo che ne è alla base”, spiega all'AGI.

“Non conosco ovviamente i dettagli del caso – premette – ma in genere si arriva ad annullare una bocciatura solo in conseguenza di errori clamorosi, di incongruenze palesi e di mancato rispetto di procedure e linee guida standardizzate".

"Credo che a pesare possa essere stata non tanto, o non solo, una cattiva gestione dell’esame in sé quanto tutto quello che ha preceduto la prova, ovvero il non aver tenuto nella debita considerazione il disagio denunciato dalla ragazza (certificato anche da documentazione medica, ndr) e il non averla aiutata a ‘recuperare’ per tempo”.
Difficile però, ripete il legale, pensare che il Covid possa diventare una giustificazione per altri studenti in circostanze analoghe: “Il fatto che il Consiglio di Stato abbia ribaltato quanto inizialmente deciso dal Tar è importante, i vari gradi di giudizio ci sono apposta per questo. Ma la storia va contestualizzata e valutata in tutti i suoi elementi, difficilmente ripetibili”. 

"Un giudice non può entrare nel merito amministrativo"

"E' che un esame scolastico arrivi fino al Consiglio di Stato, sono cose che normalmente non si impugnano. Io non conosco questo caso nel merito, ma deve essere stato particolarmente controverso", conferma Alfonso Celotto, docente di diritto costituzionale all'Università Roma 3. 
"Come spesso accade per i concorsi universitari, anche in questa circostanza è emerso un vizio di valutazione - spiega Celotto - nel senso che la scuola non ha adeguatamente valutato le ragioni della ragazza".

La studentessa "rifarà la prova di maturità - sottolinea il professore - ma nulla dice che sarà promossa, perché sappiamo che un giudice amministrativo non può mai sostituirsi alla pubblica amministrazione decidente".

"In altre parole - conclude - non si può chiedere a un giudice di venire assunti perché si è bravi: il Tar e il Consiglio di Stato hanno il divieto di entrare nel merito amministrativo, devono limitarsi a controllare la ragionevolezza della scelta della pubblica amministrazione ma non sostituirsi"".