"Decidiamo di restare a casa come in marzo", dice De Luca

"Decidiamo di restare a casa come in marzo", dice De Luca

Il governatore della Campania: "Il governo deve sapere che ogni ora che passa ci avviciniamo al momento nel quale potremmo essere costretti a decidere con l'acqua alla gola"

Covid De Luca rimaniamo casa come marzo

© Afp - Vincenzo De Luca

AGI – "Vediamo nelle prossime ore quello che succede, ma il governo deve sapere che ogni ora che passa ci avviciniamo al momento nel quale potremmo essere costretti a decidere con l'acqua alla gola".

Suonano come un avvertimento le parole pronunciate dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nella consueta diretta Facebook del venerdì.

Chiede all’Esecutivo di fare "scelte coraggiose", di carattere nazionale, ricordando che nelle scorse settimane la Campania aveva chiesto il lockdown totale.     

"Se avessimo fatto quello che qualcuno di noi proponeva un mese fa", aggiunge il presidente della Regione, "avremmo davvero salvato Natale e il mese di dicembre, il più interessante dal punto di vista turistico e commerciale".

In attesa delle decisioni del Governo, De Luca invita i campani a comportarsi "come se già si fosse chiusa l'Italia, rimanendo in casa ed evitando movimenti e spostamenti inutili. Anticipiamo noi quello che si sta facendo in Francia e in Germania – propone – facciamo quello che facevamo a marzo, anche se non ci sono decisioni formali, perché la situazione è maledettamente delicata".

Il governatore chiede di affrontare questa fase senza perdere la calma, evidenziando che "sono disponibili 250 posti di terapia intensiva, il 40% del numero complessivo. Aumentiamo la disponibilità delle terapie intensive mano a mano che cresce la domanda", precisa.     

In particolare, spiega, ci si prepara a "triplicare i posti di degenza e di terapie intensive", nell'attesa che arrivino i medici e il personale sanitario richiesti. 

Dopo il picco di ieri, nuovo record di contagi in Campania. I positivi al Covid nelle ultime 24 ore sono 3.186, di cui 3.016 asintomatici e 170 con sintomi, su 18.656 tamponi effettuati.     

I numeri del bollettino dell'Unità di crisi regionale segnalano anche che, tra il 28 e il 29 novembre, ci sono stati 15 decessi e 525 guariti. Restano in sofferenza le strutture ospedaliere, in particolare per quanto riguarda la degenza ordinaria.

Su 1.500 posti letto attivabili, sono 1.385 quelli occupati. Rimane a 580 il numero complessivo delle unità di terapia intensiva per pazienti Covid, di cui 227 attivabili e 161 occupati.