Speranza: "Vaccino? Lo vogliamo presto, ma sicuro"

Speranza: "Vaccino? Lo vogliamo presto, ma sicuro"

il ministro della Salute scandisce: "Non autorizzeremo mai un vaccino che non abbia completato tutti gli step in maniera puntuale". Obbligo vaccinazione forse a fine 2021

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© ANDREA RONCHINI / NURPHOTO VIA AFP - Roberto Speranza

AGI - Il vaccino contro il Covid "arriverà". Lo farà "nel più breve tempo possibile", "ma dovrà essere sicuro". Il ministro della Salute, Roberto Speranza, non ha dubbi e a "Porta a Porta" scandisce: "Non autorizzeremo mai un vaccino che non abbia completato tutti gli step in maniera puntuale". "Il vaccino lo vogliamo nel più breve tempo possibile ma vogliamo che sia sicuro".

Non sappiamo quando e quale compagnia arriverà prima a brevettare l'arma per eccellenza contro oil coronavirus, "ma è evidente che questa partita del vaccino l'uomo la vincerà. Vedremo se sarà Astrazeneca o un'altra compagnia, questo lo capiremo soltanto quando le sperimentazioni saranno completate". "Io ho fiducia nella scienza, il lavoro messo in campo in questi mesi è senza precedenti a livello mondiale. Gli investimenti incredibili che si stanno facendo in Usa, in Cina in Europa, in tutto il mondo, penso che ci porteranno a un certo punto a un risultato positivo".

Sul vaccino è intervenuto anche oggi il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, durante un incontro con gli elettori a Benevento. "Stiamo lavorando a un grande accordo europeo per il vaccino anti Covid. La sperimentazione sta andando avanti".

Intanto ad oggi è prematuro anche solo ipotizzare un'obbligatorietà della vaccinazione contro il Covid. Forse, stima Speranza, se ne parlerà "alla fine del 2021, se le cose andranno come ci auguriamo". "L'ipotesi di obbligatorietà ora è prematura perché non abbiamo una disponibilità tale", commenta il ministro, secondo cui "il vaccino arriverà in piccole quantità, almeno all'inizio, per un bel po' di mesi, e lo sforzo sarà decidere a chi darlo". 

Di certo c'è solo che l'orientamento del governo italiano è di "partire dal personale sanitario perché tutti gli studi che abbiamo fatto ci dicono che i più colpiti sono stati i nostri medici e infermieri. Nello studio di siero-prevalenza che è stato fatto si segnala che nel personale sanitario la quantità di persone che ha contratto il virus è del 5%, tra gli altri cittadini è del 2,5. Partiremo con loro e poi dalle persone anziane, con più patologie e proveremo a coprire l'area delle Rsa, e poi a scendere". 

Intanto per "coprire alcuni mesi di resistenza in vista dell'arrivo del vaccino, della cura e di test ancora migliori che arriveranno, l'utilizzo corretto delle mascherine, il distanziamento di almeno un metro, il lavaggio frequente delle mani sono le nostre armi", raccomanda Speranza. "Dalla scienza è arrivato un "lavoro senza precedenti, è chiaro che quando ci sono fatti nuovi e scoperte nuove abbiamo bisogno che le autorità nazionali e internazionali facciano verifiche puntuali".(