Spiagge e miniere. Un video racconta 'l'altra Sardegna'

Spiagge e miniere. Un video racconta 'l'altra Sardegna'

Una Sardegna diversa nelle immagini girate tra Buggerru, Fluminimaggiore, Arbus e Guspini. Quattro centri della costa sud occidentale dell'isola uniti per valorizzare cento chilometri di coste selvagge e incontaminate e un retroterra di dune dalla sabbia dorata, boschi verdissimi e resti di vecchie miniere.

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AGI - Bianche scogliere a picco sul mare, boschi verdissimi costellati dai resti delle vecchie miniere, spiagge chilometriche davanti all'acqua cristallina della costa sud-occidentale. È la proposta turistica di una Sardegna ancora poco conosciuta, 'alternativa' quella patinata del nord dell'isola, che 'non garantisce' lidi affollati e movide tumultuose ma si propone come scelta sicura e affascinate nell’estate segnata dal Covid-19.

Un'altra Sardegna raccontata dalle immagini di un video girato tra Buggerru, Fluminimaggiore, Arbus e Guspini, che in 100 chilometri di percorso riuniscono la Costa delle Miniere e la Costa Verde. Una scommessa di quattro comuni che per la prima volta si uniscono in un progetto 'diverso', che superi la tradizione di agricoltori, allevatori ed ex minatori.

L'idea di quattro sindaci per una vacanza 'diversa'

Tra una scena e l’altra del filmato scorrono le miniere di Ingurtosu, nell’entroterra tra Arbus e Guspini. La galleria Henry, che si percorre su vecchi vagoni in una ferrovia a picco sul mare, rappresenta Buggerru, il paese che nel 1904 visse l’eccidio dei minatori in lotta per una vita più dignitosa. Fluminimaggiore si presenta con le miniere di ‘Zurfuru’, il tempio di Antas e la frazione a mare di Portixeddu.

Il video ha già centinaia di migliaia di visualizzazioni. L’idea dei quattro sindaci, Laura Cappelli (Buggerru), Antonello Ecca (Arbus), Giuseppe De Fanti (Guspini) e Marco Corrias, giornalista in pensione, oggi sindaco di Fluminimaggiore, che ha ripreso in mano il mestiere per scrivere il testo. Mentre la regia è di Giovanni Joe Piras. Il messaggio è quello delle vacanze 'diverse' rispetto alla Sardegna da cartolina, già conosciuta e frequentata.

Grandi spazi per un turismo 'slow' e 'open air'

“Nel nostro caso – spiega Corrias – vogliamo parlare di un turismo ‘slow’, ‘open air’, che si avvantaggia di grossi spazi, per una vacanza rilassante e anche di scoperta dei luoghi e della cultura locale, oltreché di svago. Il mare, le miniere con la loro storia, boschi a mille metri, da percorrere a piedi, con una mountain bike o a cavallo – aggiunge l’ex inviato di Epoca e Canale 5 – credo possano garantire tutto questo”.

E, così, i 100 chilometri della costa dal Sulcis e sino alle porte della provincia di Oristano, possono rappresentare il ‘top' delle opportunità, nell’estate segnata dal pericolo degli assembramenti e dal distanziamento sociale. L’idea del video è nata proprio nei mesi dell’emergenza sanitaria, con le conseguenze anche sulle attività economiche – racconta ancora Marco Corrias – e dalla necessità di fare qualcosa per fare partire le attività, in questo caso del turismo. Il discorso è unitario per l’intera costa – continua – perché l’ambiente e la cultura ci accomuna e così la necessità di sfruttarli sotto l’aspetto economico”.

Senza volersi contrapporre alle località più celebrate, dalla Costa Smeralda alle mete più conosciute della costa sud dell’isola, la proposta di Buggerru, Fluminimaggiore, Arbus e Guspini scorre sul gioco dell’alternativa. E, quindi, le strade intasate, le stazioni balneari di lusso o i porti per l’attracco degli yacht, sono da dimenticare, ma si può almeno per una volta rilassarsi in sella a un cavallo tra i boschi e l’aria frizzate della montagna o sdraiarsi nel silenzio di una spiaggia deserta o, ancora, vivere le immagini dei giorni lontani delle miniere, che hanno garantito il pane a centinaia di migliaia di lavoratori sardi e oggi sono agenzie dove imparare a conoscere un mondo che non esiste più e un territorio che vuole rinascere.