Su Ustica spunta la pista palestinese

Su Ustica spunta la pista palestinese

La Stampa rivela il telegramma del Sismi e spiega: "Non è dato sapere se i magistrati di Roma, che tuttora indagano sulla Strage di Ustica, lo abbiano avuto in visione"

Ustica pista palestinese La Stampa rivela telegrammi Sismi

 Ustica aereo (Agf)

AGI - "Alle ore 10 del mattino, la sede centrale del Sismi riceve un allarme rosso dal Libano: 'Habet informazioni tarda sera. L'Fplp avrebbe deciso di riprendere totale libertà di azione senza dare corso ulteriori contatti a seguito mancato accoglimento sollecito'". E' il testo di telegramma cifrato che per decenni e' stato coperto da segreto di Stato assoluto, e che solo dal 2014 e' stato parzialmente declassificato, rivelato oggi dal quotidiano La Stampa. "Non e' dato sapere se i magistrati di Roma, che tuttora indagano sulla Strage di Ustica, lo abbiano avuto in visione", scrive il giornalista Francesco Grignetti.

"Di sicuro nel 2016 lo hanno letto i membri della Commissione Moro II, ma senza possibilità di fotocopiarlo, e con divieto assoluto di divulgazione". Il telegramma fu fatto dal colonnello Stefano Giovannone, capocentro del Sismi che da Beirut copriva l'intero Medio Oriente. "In quei mesi - rivela ancora il quotidiano torinese - per via di una storia di missili palestinesi sequestrati in Abruzzo, a Ortona, l'intelligence italiana aveva dovuto sostenere l'urto delle minacce da parte dell'Fplp, l'organizzazione palestinese di fede marxista".

Secondo l'inchiesta del giornale torinese, il governo italiano aveva promesso che avrebbe trovato un accomodamento. "Che il processo in corso sarebbe stato 'aggiustato' e che quanto prima sarebbe stato rimesso in libertà il referente in Italia dell'Fplp, tale Abu Anzeh Saleh. Le cose pero' non erano andate così. E nonostante le loro pretese di uno spostamento del processo e le promesse del nostro governo, all'Aquila l'appello era ripreso il 17 giugno".

Altro allarme lanciato da Giovannone: "Se il processo dovesse avere luogo e concludersi in senso sfavorevole mi attendo reazioni particolarmente gravi in quanto Fplp ritiene essere stato ingannato e non garantisco sicurezza personale ambasciata Beirut".

Nove giorni prima del 27 giugno, scrive Grignetti, Giovannone aveva inviato un altro allarmatissimo telegramma cifrato: "Non si puo' piu' fare affidamento sulla sospensione delle operazioni terroristiche in Italia e contro interessi e cittadini italiani decisa dall'Fplp nel 1973, e si puo' ipotizzare una situazione di pericolo a breve scadenza". Aveva saputo anche di piu': "Fonte fiduciaria indica due operazioni da condurre in alternativa contro obiettivi italiani: 1) dirottamento di un Dc9 Alitalia, 2) occupazione di una Ambasciata".