C'è un nuovo focolaio di coronavirus a Pechino

C'è un nuovo focolaio di coronavirus a Pechino

Secondo l'ultimo aggiornamento della Commissione Nazionale per la Sanità, sono undici i casi registrati in Cina nelle ultime ventiquattro ore, tra cui cinque importati e sei registrati proprio nella capitale

Coronavirus focolaio mercato Pechino

© Koki Kataoka / Yomiuri / The Yomiuri Shimbun via AFP
- Una strada di Pechino nell'ora di punta

AGI - Articolo aggiornato alle ore 12,20 del 13 giugno 2020.

Timori di una nuova ondata di contagi da Covid-19 a Pechino, dove si registra un nuovo focolaio nel principale mercato all'ingrosso di generi alimentari della capitale cinese. Le autorità di Pechino hanno annunciato misure da "tempo di guerra" nel distretto di Fengtai, dove sono stati riscontrati sette contagi collegati al mercato Xinfadi, ora chiuso.

Il bilancio potrebbe crescere ulteriormente: 45 tamponi alla gola (su 517 persone testate) hanno dato esito positivo al coronavirus Sars-CoV-2, anche se non si registrano casi sintomatici, ha dichiarato Chu Junwei, funzionario del distretto di Fengtai.

Oltre al mercato Xinfadi, ha aggiunto la vice direttrice del Centro per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie a Pechino, Pang Xinghuo, finora sono state condotte ispezioni nei grandi supermercati e altri punti vendita di carne e prodotti ittici, raccogliendo 5.424 campioni da carne, frutti di mare e ambiente esterno: quaranta campioni provenienti dal mercato Xinfadi sono risultati positivi.

"Non possiamo escludere ulteriori casi in futuro", ha scandito. In particolare, il presidente del mercato Xinfadi ha dichiarato a Beijing News che il virus è stato ritrovato su taglieri usati per il salmone importato, e le grandi catene di supermercati, come Carrefour e Wumart, hanno gia' provveduto a rimuovere l'articolo dai loro scaffali.

In seguito al focolaio, le autorità locali hanno deciso di sottoporre a lockdown altri undici complessi residenziali della zona e di sottoporre al test chiunque sia stato esposto al mercato a partire dal 30 maggio scorso, per un totale di circa diecimila test da condurre. Intanto, e' stato ritardato anche l'avvio delle lezioni previsto per lunedi' prossimo in tre scuole elementari e sei scuole materne della zona, mentre i servizi di catering della capitale cinese hanno rafforzato le misure di controllo dell'epidemia. Sospesi anche gli eventi sportivi e i viaggi inter-provinciali.

Nuovi casi dopo 55 giorni di contagi zero

Il primo nuovo caso di Covid-19 registrato a Pechino risale a giovedì scorso, dopo 55 giorni consecutivi di zero contagi nella capitale cinese. L'uomo, un 52enne di cognome Tang, è stato ricoverato all'ospedale Ditan, e ha dichiarato di non essere mai uscito dalla citta' nelle ultime due settimane ne' di avere avuto contatti con gente proveniente da fuori.

Il timore di una ripresa dei contagi nella capitale ha messo in allarme le massime autorità locali: il segretario del partito Cai Qi e il sindaco Chen Jining già nella serata di ieri hanno convocato i funzionari del distretto di Fengtai e ordinato un rafforzamento delle misure di prevenzione e controllo dell'epidemia.

Evitare il riemergere dell'epidemia a Pechino, dove oggi si sono registrati sei casi accertati di contagio su undici a livello nazionale, è in cima alle preoccupazioni dei dirigenti cinesi, e i mercati, in particolare quelli che vendono anche animali selvatici, sono sotto i riflettori in Cina.

Proprio da un altro grande mercato in Cina, il mercato Huanan di Wuhan, si era per la prima volta diffusa l'epidemia di nuovo coronavirus, che ha provocato 7,6 milioni di contagi e otre 420mila morti nel mondo, innescando forti polemiche a livello internazionale sui livelli di igiene dei "wet market", i "mercati umidi", dove vengono vendute specie selvatiche, da cui si ritiene il virus sia passato dall'animale all'uomo.