Una fabbrica di Brescia adotta per prima il 'braccialetto' anti-Covid

Una fabbrica di Brescia adotta per prima il 'braccialetto' anti-Covid

Arriva alla Gefran il dispositivo studiato per garantire il distanziamento degli operai

Fase 2 braccialetto operai anti-Covid

© (AGF)  - Coronavirus, un infermiere con la mascherina

Una fabbrica bresciana è la prima realtà italiana a sperimentare il braccialetto che mette in allerta se si superano le distanze imposta dal Covid. Si tratta della Gefran di Provaglio d'Iseo, che sarà pioniera nell'utilizzo di questo dispositivo per garantire il distanziamento fisico tra tutti i dipendenti e vivere al meglio la Fase 2 del coronavirus.

Da giugno il braccialetto sarà indossato dai 120 lavoratori dello stabilimento e tre settimane dopo la sperimentazione tutti i 670 dipendenti lo avranno al polso. Il braccialetto adottato, che ha già passato l'esame dei sindacati, è quello studiato dalla Engineering,

Si tratta di uno strumento che assicura la privacy, poichè non avendo la geolocalizzazione non memorizza i percorsi di un addetto all’interno della fabbrica. Quando però due addetti si avvicinano troppo, entro il metro e mezzo, fa scattare un allarme sonoro. Ogni braccialetto è dotato di un sensore collegato alla rete wifi della fabbrica e tutti i dati memorizzati finiscono nel server dell’impresa.

La soluzione consente di organizzare al meglio il lavoro in fabbrica; inoltre se un addetto dovesse risultare positivo al Covid, sarebbe più facile risalire ai contatti più stretti in fabbrica.