A Firenze un istrice perde la bussola e la polizia lo scorta fino a un parco 

A Firenze un istrice perde la bussola e la polizia lo scorta fino a un parco 

L'animale selvatico, di carattere schivo ed elusivo, vagava in piena notte indisturbato su una strada tradizionalmente, e in altri tempi, molto trafficata

istrice firenze

© UWE MEINHOLD / DDP / ddp images/AFP - Un istrice

Le città si svuotano e gli animali selvatici si riappropriano degli spazi abitualmente utilizzati dall’uomo.

Come è accaduto a Firenze, quando una pattuglia della polizia della questura ha scoperto lungo una strada, di solito particolarmente trafficata, un istrice che aveva invece deciso di farci una passeggiata.

Gli agenti, per evitare incidenti con una potenziale auto o moto, ha così letteralmente ‘scortato’ l’animale fino al parco della zona più vicino. 

“L’animale stava pericolosamente vagando in mezzo alla carreggiata di via Fratelli Rosselli quando è stato avvistato da una pattuglia.

Proprio a causa delle strade semideserte di questo periodo,  l’istrice avrebbe potuto causare un improvviso incidente con qualche automobilista o motociclista solitario. Gli agenti lo hanno letteralmente scortato per pochi minuti ad un parco vicino, riuscendo a fargli lasciare la sede stradale in tutta sicurezza”.

Ma non è la prima volta che si verificano questi avvistamenti. Sono tanti, infatti, gli incontri ravvicinati che nelle scorse settimane si sono avuti con gli animali selvatici in molti centri urbani italiani e stranieri, in conseguenza alla cattività in cui è costretto l’uomo per via della pandemia coronavirus.

Anatre con tanto di corteo di anatroccoli che cercano, sempre a Firenze, di entrare in una parafarmacia.

Daini, cinghiali e volpi e, nelle zone a confine fra campagna e città, anche caprioli e cervi che si improvvisano visitatori. Anche a mare si stanno verificando fenomeni analoghi.

Solo pochi giorni fa, a causa del mancato traffico dei traghetti e delle altre imbarcazioni, un gruppo di delfini si è spinto fin dentro la darsena di Portoferraio, all’Isola d’Elba.

Se solitamente le città ospitano stabilmente ormai da anni colonie di falchi e di rapaci notturni come gufi, civette e barbagianni, che tra i cornicioni dei palazzi e delle torri hanno trovato rifugio e si riproducono regolarmente, vedere istrici, tassi e martore girare quasi indisturbati è piuttosto inusuale, soprattutto considerando il loro carattere piuttosto elusivo.