Fontana dice che in Lombardia la circolare del Viminale non vale

Fontana dice che in Lombardia la circolare del Viminale non vale

Il governatore critica il provvedimento del ministero dell'Interno che ha autorizzato le passeggiate con i figli: "La gravità del fatto in sé per sé è psicologica, è la dimostrazione che si sta mollando la presa, che la gente deve illudersi che stia finendo tutto"

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© Claudia Greco / AGF 
- Attilio Fontana

In Lombardia, dopo la circolare del Viminale, "non cambierà nulla di quello che c'è nella mia ordinanza". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, nel corso del programma Centocittà su Radio 1. 

A chi gli chiedeva se si rischia una multa, nel caso in cui si venga sorpresi a fare una passeggiata con i figli, il governatore ha risposto: "Se non c'è una motivazione valida e non si è distanziati sì".

Ricordando che la sua ordinanza ha validità fino al 4 di aprile, Fontana ha spiegato che se si esce a fare una passeggiata con i propri figli si rischia una multa: ​"Mi rendo conto che la cosa pare anche da un punto di vista estetico brutta, però bisogna cercare di limitare il più possibile" i contatti. Inoltre si rischia che "il passo" successivo sia "mettersi assieme con un amichetto, incontrare un'altra mamma e fare quattro chiacchiere, è una catena che se non c'è una stretta iniziale rischia di diventare troppo lunga". 

Secondo Fontana, "la gravità del fatto in sé per sé è psicologica, al di là del fatto che si faccia o meno la passeggiata con il proprio bambino, è la dimostrazione che si stanno alzando le difese, che si sta mollando la presa, che la gente deve illudersi che stia finendo tutto. Questo è l'effetto più sbagliato".