L'idea di un respiratore innovativo ferma ai box per i decreti. "Dobbiamo riaprire"

L'idea di un respiratore innovativo ferma ai box per i decreti. "Dobbiamo riaprire"

L'attività è stata sospesa per l'emergenza coronavirus. Il Ceo di Autebo, Ivano Corsini: "Serve aiuto per realizzare il prototipo, basta una settimana" 

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PIERO CRUCIATTI / AFP - Ospedale Brescia, coronavirus

Un meccanismo per far funzionare automaticamente lo strumento utilizzato da medici e soccorritori per il supporto dell’attività respiratoria e come manovra nella rianimazione, chiamato tecnicamente “Ambu”, il cosiddetto pallone-autoespandibile. Questa la 'potenziale' invenzione attualmente ‘ferma ai box’ dell’imprenditore Ivano Corsini, ceo di Autebo spa, azienda bolognese specializzata nelle macchine speciali per l’automazione.

“Abbiamo bisogno di aiuto per realizzate il prototipo” è l’appello rivolto allo Stato dall’imprenditore che ha sospeso l'attività dopo i nuovi provvedimenti governativi nelle fabbriche per prevenire i contagi da coronavirus", sottolinea.

Con la sanità in ginocchio a causa dell’emergenza coronavirus non è un obiettivo da poco. Se il progetto riuscisse a concretizzarsi e ad andare in produzione “il medico o paramedico potrebbero occuparsi di altro o aiutare un altro paziente. Grazie a questa idea diminuirebbe il carico di stress del medico e il bisogno di molta manodopera nelle ambulanze o negli ospedali”. 

L’invenzione, infatti, “potrebbe davvero aiutare moltissimi medici, i nostri eroi, che oggi stanno facendo grandi sacrifici per arginare questa pandemia e per salvare delle vite”. Mosso da questa convinzione, Corsini ha creato una rete d’impresa virtuale per portare alla luce il progetto in pochissimo tempo. Coinvolte, infatti: 3D4MEC Srl, 4D Engineering Srl, BinBox, Elettrotecnica Imolese Srl, SFEM Srl e il professor Andrea Gatto dell’università di Modena e Reggio Emilia (Unimore).

Lo studio è partito dieci giorni fa. “Progetto 3D, particolari esecutivi e distinta base sono tutti pronti. Se potessimo lavorare, purtroppo l’ultimo decreto statale non ci permette di essere operativi e quindi svolgere le nostre attività, il prototipo verrebbe pronto in una settimana”. spiega il Ceo di Autebo.

Corsini ha infine ricordato che per realizzare la sua idea occorre “un medico o un’azienda, che si occupa di attrezzature medicali per testare e perfezionare il progetto, che certifichi il funzionamento di questo attuatore” e che poi lo distribuisca.