Perché i casi di coronavirus in Lombardia sono una pessima notizia

Perché i casi di coronavirus in Lombardia sono una pessima notizia

 È il primo caso di contagio secondario generato nel nostro Paese, dice Walter Ricciardi. "L'emergenza non si risolverà nelle prossime settimane, durerà mesi"

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© Manuela D'Alessandro / AGI - L'ospedale di Codogno

"Non è una buona notizia, è il primo caso di contagio secondario generato nel nostro Paese". Lo afferma all'AGI il professor Walter Ricciardi, professore di igiene e sanità pubblica presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, commentando il caso del 38enne italiano, mai stato in Cina ma contagiato dal coronavirus, ora ricoverato all'ospedale di Codogno, in provincia di Milano.

"È probabile - osserva l'esperto - che qualcuno venendo dalla Cina gli abbia trasmesso il virus. Si è quindi messo in moto un meccanismo di generazione di casi secondari che auspicavamo non arrivasse, ma ce lo aspettavamo".

Apprezzabile, secondo Ricciardi, il comportamento della Regione Lombardia: "la Regione ha avviato un'accurata inchiesta epidemiologica per individuare tutte le persone entrate in contatto con l'ammalato e verificarne la positività o negatività al virus nCoV-2019, con la finalità di bloccare un eventuale contagio. Ripeto, comunque, che non si tratta di una buona notizia e che l'emergenza non si risolverà nelle prossime settimane, durerà mesi".

Quanto ai dati relativi al numero dei contagiati e delle vittime del coronavirus in Cina e negli altri paesi extraeuropei Ricciardi ritiene che siano "largamente sottostimate" mentre le cifre diffuse dai paesi europei "sono veritiere".