Naufragio aprile 2015: nel relitto 250-300 corpi; spesi 9,5 milioni

Spesi 9,5 milioni per recuperare il barcone affondato

Naufragio aprile 2015: nel relitto 250-300 corpi; spesi 9,5 milioni
Un barcone di migranti si ribalta a largo delle coste libiche

Siracusa - Il controammiraglio della Marina militare Pietro Covino nel corso della conferenza stampa a Melilli sull'operazione che ha condotto ad Augusta il relitto inabissatosi al largo della Libia il 18 aprile 2015, ha stimato che all'interno dovrebbero esserci tra i 250 ed i 300 corpi di migranti. La carcassa dell'imbarcazione sara' sistemata su un pontone che a sua volta sara' collocato su un'area del pontile Nato di Melilli per le procedure di identificazione delle salme.

Il controammiraglio Covino ha spiegato che è di 9,5 milioni di euro il finanziamento fin qui disposto dalla Presidenza del Consiglio per l'intera operazione di recupero del relitto. "Nella prima fase, relativa all'ispezione del relitto, sono stati spesi un milione e 400 mila euro; nella seconda, legata alla progettazione del recupero, il finanziamento e' stato di 1 milione e 600 mila euro, nell'ultima fase che comprende la mobilitazione dei mezzi, il costo e' stato di 6 milioni e mezzo di euro". Le autopsie e le identificazioni delle salme sono coordinate dell'equipe guidata da Cristina Cattaneo, della sezione di Medicina legale dell'Universita' di Milano, saranno gratuite. Il controammiraglio ha stimato che il relitto dovrebbe contenere tra i 250 ed i 300 migranti.

Cinquantotto dei cadaveri estratti dal relitto inabissatosi il 18 aprile 2015 al largo della Libia e trasportato ad Augusta, saranno sepolti nei cimiteri della provincia di Siracusa. Lo ha detto il prefetto Armando Gradone, nel corso della conferenza stampa al pontile Nato di Melilli. Le altre salme saranno trasferite negli altri cimiteri siciliani al termine delle operazioni di identificazione. A fronte di una stima iniziale di 700 corpi, il controammiraglio della Marina militare Pietro Covino oggi ha spiegato che dovrebebro essere 250-300. Sono stati già avviati i contatti con i parenti di alcune delle vittime del naufragio, anche per procedere agli esami necessari alle identificazioni. "Ci sono già richieste di informazioni - ha spiegato Cristina Cattaneo, dell'Università di Milano, coordinatrice delle procedure di identificazione - di associazioni operanti nel Mali ed in Senegal che sono state contattate dalle famiglie delle vittime". (AGI)