Open Arms dice no ad Algeciras. La Spagna offre le Baleari

Il governo Sanchez aveva proposto in un primo momento lo scalo andaluso, ritenuto troppo lontano dalla Ong. Toninelli: la Guardia Costiera pronta ad accompagnarli. Salvini: inaccettabile il no all'offerta spagnola. Confermata la redistribuzione tra 6 Paesi Ue, la Francia ne ospitera' 40.

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AGF
Open Arms

Open Arms respinge l'offerta del premier spagnolo a interim, Pedro Sanchez, di recarsi al porto di Algeciras, in Andalusia, per far sbarcare i 107 migranti a bordo. Secondo fonti del governo iberico, Madrid avrebbe quindi offerto all'imbarcazione i porti di Palma di Maiorca e Minorca, nelle Baleari. E la Guardia Costiera italiana, fa sapere il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, è disposta a scortare la nave Ong fino alla nuova destinazione. 

Un portavoce dell'Ong, scrive El Pais, aveva affermato che "la situazione è critica" e che, "dopo 17 giorni in mare, i migranti devono sbarcare e non si possono mettere a rischio con un viaggio così lungo". Open Arms ha pertanto inviato "una richiesta urgente all porto di Lampedusa per poter entrare e far sbarcare le 107 persone che da 17 giorni sono a bordo". "Le condizioni psicofisiche" dei migranti "sono critiche e la loro sicurezza è a rischio", sottolinea l'Ong, "se dovesse accadere il peggio, l'Europa e Salvini ne sarebbero responsabili". 

Per Sanchez la risposta di Roma è "inconcepibile"

"L'inconcepibile risposta delle autorità italiane, e in particolare del suo ministro dell'Interno, Matteo Salvini, di chiudere tutti i suoi porti e le difficoltà manifestate da altri paesi del Mediterraneo centrale, hanno portato la Spagna ad assumersi nuovamente la guidare della risposta alla crisi umanitaria", ha affermato, in un comunicato, Sanchez.

Immediata la replica di Salvini, attraverso Twitter. "Malati immaginari, minorenni immaginari, emergenze sanitarie immaginarie... La ONG #OpenArms e i suoi complici stanno raggiungendo il massimo del ridicolo, gli Italiani sono buoni ma non fessi". Per poi aggiungere: "La Spagna apre i porti ai migranti dell'Ong Open Arms. Bene! Chi la dura la vince".

I Paesi disponibili a condividere l'accoglienza

La Francia, da parte sua, si è impegnata ad accogliere 40 migranti della Open Arms, la nave che si trova al largo di Lampedusa. "Viene mantenuto il coordinamento della solidarietà" tra i Paesi che si impegnano a ospitare i migranti e "la Francia si impegna a mantenere il proprio impegno per accogliere 40 persone", che devono soddisfare i criteri per ottenere lo status di rifugiato, ha riferito una fonte del ministero dell'Interno.  

Anche Germania, Portogallo, Lussemburgo e Romania sono disponibili per una redistribuzione, ha confermato la Commissione Europea.

Madrid valuta di denunciare l'Italia

"Il governo spagnolo considererà la possibilità di agire davanti all'Unione europea o alle istituzioni per i diritti umani e il diritto marittimo internazionale contro l'atteggiamento del governo italiano, in merito allo sbarco di migranti a bordo dell'Open Arms", fa sapere intanto il ministero degli Esteri spagnolo, in un comunicato. 

Fonti diplomatiche, citata dal quotidiano El Pais, hanno assicurato che la questione verrà affrontata nella prossima riunione dei ministri dell'Interno della Ue, alla quale parteciperanno sia lo spagnolo Fernando Grande-Marlaska che Matteo Salvini, e non hanno escluso che la vicenda possa finire alla Corte dell'Aja. A detta delle fonti, l'atteggiamento del ministro italiano rappresenta una flagrante violazione della Convenzione del mare e del diritto internazionale. 

Le autorità andaluse contestano Sanchez

L'offerta di Sanchez è stata contestata dalle autorità locali. Il governatore dell'Andalusia, Juanma Moreno del Partito Popolare, ha accusato il premier a interim di "disprezzare l'Andalusia" per aver offerto il porto di Algeciras "senza essersi consultato con il governo autonomo locale". "L'Andalusia è terra favorevole e accogliente e, inoltre, ha dignià'. Pedro Sanchez ha nuovamente disprezzato l'Andalusia offrendo il porto di Algeciras a Open Arms senza rivolgersi al governo autonomo. Basta con questi colpi. Chiediamo lealtà, coordinamento e rispetto istituzionale", ha sottolineato Moreno in un tweet.

Anche il sindaco di Algeciras, Josè Ignacio Landaluce, critica la decisione di Sanchez, di offrire il porto della città per accogliere la nave Open Arms, ancorata da giorni di fronte a Lampedusa (Italia) con 107 migranti a bordo. Landaluce sottolinea che "in queste situazioni è importante agire con la testa come con il cuore. È vero che stiamo affrontando una grave crisi umanitaria, ma Algeciras non può diventare il luogo preferito dal governo del signor Sanchez per svolgere questo tipo di operazioni, soprattutto quando ci sono altre alternative nel Mediterraneo". 

Il sindaco di Algeciras ritiene che "nessuno può venire a darci lezioni di solidarietà con i migranti, perché ogni settimana sulle nostre coste ne arrivano più di quelli portati da Open Arms, e nella nostra città ci sono persone di 109 nazionalità diverse in armonia. L'ultima cosa che vogliamo è destabilizzare questo equilibrio sociale. E sebbene Algeciras sia una città ospitale e solidale, le nostre risorse sono limitate".

Toninelli: "Guardia Costiera pronta a scortare Open Arms"

 "Un Paese che consente ad una Ong di issare la propria bandiera su una nave, poi non si può girare dall'altra parte. Grazie dunque alla Spagna per aver offerto un porto alla Open Arms, anche se con troppi giorni di ritardo. La nostra Guardia Costiera è ora a disposizione, ed è pronta ad accompagnare l'Ong verso il porto spagnolo, con tutto il sostegno tecnico necessario, per far sbarcare lì tutti i migranti a bordo", scrive il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, in un post su Facebook. 

"Auspico", aggiunge, "che il comandante della nave non si opponga. Sarebbe del tutto incomprensibile. In generale, basta con questi tira e molla con Paesi Ue che puntualmente fanno finta di non vedere e non sentire e lasciano sola l'Italia a gestire il fenomeno migratorio che, invece, riguarda tutta l'Europa. È quanto mai necessario e impellente cambiare il Regolamento di Dublino", conclude Toninelli.



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