Mafia Capitale: Buzzi "inchiesta lacunosa, io linciato da media"

(AGI) - Roma, 9 giu. - "Non riesco a capacitarmi della violenzagiudiziaria e di quella mediatica che ha fatto strame di quelleminime garanzie previste per l'indagato: sono gia' statocondannato a mezzo stampa e oggetto di un linciaggio mediaticosenza precedenti. L'inchiesta e' colma di lacune, diimprecisioni, priva dei piu' elementari riscontri. Penso chemolte carte non sono state lette o, peggio, lette e noncapite". Cosi', Salvatore Buzzi, presidente della cooperativa'29 giugno', scriveva dal carcere di Nuoro a Paolo Ielo, unodei pm di 'Mafia Capitale'. Piu' che prendere le distanze dalleaccuse di associazione

(AGI) - Roma, 9 giu. - "Non riesco a capacitarmi della violenzagiudiziaria e di quella mediatica che ha fatto strame di quelleminime garanzie previste per l'indagato: sono gia' statocondannato a mezzo stampa e oggetto di un linciaggio mediaticosenza precedenti. L'inchiesta e' colma di lacune, diimprecisioni, priva dei piu' elementari riscontri. Penso chemolte carte non sono state lette o, peggio, lette e noncapite". Cosi', Salvatore Buzzi, presidente della cooperativa'29 giugno', scriveva dal carcere di Nuoro a Paolo Ielo, unodei pm di 'Mafia Capitale'. Piu' che prendere le distanze dalleaccuse di associazione di stampo mafioso e di corruzione chegli inquirenti gli contestano, Buzzi, detenuto dallo scorsodicembre, coglie l'occasione per sfogarsi "contro le tanteinesattezze scritte contenute nelle migliaia di pagine diintercettazioni e relazioni prodotte dai Ros", inesattezze che,a suo dire, avrebbero "fuorviato" il lavoro della procura. Poiun lungo passo della lettera e' dedicato all'ex Nar, MassimoCarminati, ritenuto l'altro capo del sodalizio criminoso: "Loconosco da oltre 30 anni e ho iniziato a frequentarlo nellaseconda meta' del 2012, quando non aveva nessuna pendenza conla giustizia. Lui ha collaborato con la cooperativa,diventandone anche socio, in maniera del tutto legittima elegale: aveva in gran conto il lavoro che noi tutti della '29giugno' facevamo per favorire l'integrazione sociale di tantepersone, di cui ben 300 detenuti ed ex detenuti". Buzzi difendepoi la sua cooperativa: "La '29 giugno' e' stata criminalizzatadel tutto ingiustamente, facendo un danno enorme non solo allacooperativa ma a tutta la cooperazione sociale italiana, maanche qui sarebbe bastato poco per scoprire che tutta la'frenetica attivita'' svolta era in funzione della crescita edel rafforzamento di una cooperativa dove al 2 dicembrelavoravano 1254 persone, in gran parte svantaggiate concontratti di lavoro a tempo indeterminato. Un gruppo con unfatturato di 60 milioni di euro, 4 di utili e 20 di patrimonioreale". "La mia legittima attivita' di lobbing - scrive ancoraBuzzi - e' stata denigrata con aggettivi dispregiativi sparsiqua e la': noi viviamo in uno Stato di diritto e non in unoStato etico. Sono molto addolorato perche' trent'anni di durolavoro sono andati in frantumi, la mia reputazione perduta".Infine, lamentandosi della sua detenzione in Sardegna ("sonostato deportato"), il presidente della cooperativa '29 giugno'saluta il pm, al quale attribuisce "un atteggiamento guascone",con una battuta :"Ti piace vincere facile?". (AGI)