Isis: allarme degli  007, "Italia a rischio attentati"

(AGI) - Roma - L'Europa e l'Italia nel mirinodell'Isis. L'allarmante conferma arriva dalla "Relazione sullapolitica dell'informazione sulla sicurezza", con la quale  

Isis: allarme degli  007, "Italia a rischio attentati"
(AGI) - Roma, 27 feb. - L'Europa e l'Italia nel mirinodell'Isis. L'allarmante conferma arriva dalla "Relazione sullapolitica dell'informazione sulla sicurezza", con la quale inostri 007 fanno annualmente il punto sullo stato dellaminaccia. "Sebbene ad oggi - premettono - non siano emerseattivita' o pianificazioni ostili in territorio nazionalericonducibili allo Stato Islamico o ad altre formazioni deljihad globale, la minaccia interessa anche il nostro Paese,potenziale obiettivo di attacchi pure per la sua valenzasimbolica di epicentro della cristianita'". Analogamente, "e'da ritenersi crescente il rischio di attacchi in territorioeuropeo". I rischi, assicura l'intelligence, possono arrivare dafronti diversi: emissari addestrati e inviati dall'IS o daaltri gruppi; cellule dormienti; foreign fighters di rientro o'pendolari'; familiari e amici di combattenti, donne incluse,attratti dall'''eroismo' dei propri cari, specie se martiri;'lupi solitari' e microgruppi che decidano di attivarsiautonomamente. Tutto cio' "anche sulla spinta di campagneistigatorie che ritengono pagante trasformare il continenteeuropeo in 'terreno di confronto': con l'Occidente, in chiavedi rivalsa, e tra le stesse componenti della galassiajihadista". I recenti attentati in Francia ribadiscono che leinsidie maggiori vengono dall'estremismo homegrown: larichiamata praticabilita' di azioni con armi da fuoco e dataglio, ordigni fai-da-te, veleno, auto lanciate contro ilbersaglio, rappresenta di per se' un "moltiplicatore delrischio". Anche il fenomeno dei foreign fighters ha assuntodimensioni inedite: sarebbero almeno 3mila i mujahidin partitidall'Europa, e "per quanto riguarda l'Italia, la minaccia deveessere valutata non solo per gli sporadici casi nazionali, maanche e soprattutto tenendo presente l'eventualita' di unripiegamento sul nostro territorio di estremisti partiti per laSiria da altri Paesi". A preoccupare gli analisti e' soprattutto "una nuovagenerazione di jihadisti: molto giovani, spesso con scarseconoscenze sul piano dottrinale ma ben informati sullapubblicistica d'area e con ottime competenze informatiche".Abbastanza per evocare il sostanziarsi di una vera e propriacyberjihad, favorito dall'"uso sempre piu' frequente disoluzioni crittografiche in grado di garantire l'anonimatodelle comunicazioni". Uno scenario complesso, variegato, incontinua evoluzione, in cui un Paese vicino come la Libiapotrebbe trasformarsi per noi in una "minaccia diretta" e incui nessuno puo' escludere che i terroristi infiltrino i flussimigratori, circostanza peraltro tuttora senza riscontri. Sul fronte interno, l'intelligence segnala come ilperdurare della crisi abbia consentito alle mafie di"rafforzare la propria presenza sui mercati" e mette guardiadal pericolo che "il protrarsi delle criticita' occupazionali"da un lato origini "un innalzamento del livello di protestaoperaia" e dall'altro favorisca l'affermarsi di "pulsionirazziste e xenofobe". Il fronte anarco insurrezionalista apparediviso, alle prese con un difficile dibattito interno, maquesto "non ridimensiona il rischio di una possibile ripresadelle azioni violente". Salute migliore sembrano godere imovimenti antagonisti in genere, in particolare quelli che sioppongono alla Tav (con il proseguire di iniziativediversificate in linea con la sperimentata 'strategia dilogoramento') e alle grandi opere in genere: problemi in vistaanche per l'Expo, la cui giornata inaugurale richiamera'"attivisti da tutto il territorio nazionale". Nemmeno ilcyberspazio ci lascia tranquilli: le minacce informatiche,assicurano i servizi, sono destinate a crescere ulteriormentenel 2015". (AGI)