Ma per partecipare a un concorso dell'INPS serve davvero un certificato di inglese?

Il presidente Boeri annuncia su Twitter un nuovo concorso con i requisiti di partecipazione. C'è anche un certificato di lingua inglese, livello B2. È rivolta (ma molti sono d'accordo)

Ma per partecipare a un concorso dell'INPS serve davvero un certificato di inglese?

Due giorni fa il presidente dell'Inps, Tito Boeri, ha annunciato su Twitter un nuovo concorso pubblico con dei requisiti molto chiari: laurea magistrale in economia, ingegneria gestionale o legge (giurisprudenza), certificato B2 di lingua inglese. Ed è proprio quest'ultima competenza ad aver scatenato un vero dibattito sul social network: basta una "costosa" certificazione o sarebbe meglio, in caso di lingua straniera testare i candidati con una vera e propria prova? 

C'è davvero bisogno di un certificato? 

Al tweet di Boeri, in 48 ore, sono arrivate quasi 200 risposte. E tolti i soliti odiatori di professione, si è sviluppata una riflessione che, con toni più o meno accesi, ha posto dei quesiti interessanti su quali dovrebbero essere le doti di chi aspira a lavorare per la Pubblica Amministrazione.  

Il testo del bando

 

Gli utenti puntano il dito su alcune questioni

Ottenere quel certificato costerebbe diverse centinaia di euro e non tutti i candidati possono permettersi una spesa così grande. C'è chi ha lavorato all'estero, chi ha studiato per conto proprio, chi padroneggia la lingua senza aver mai fatto un test o aver preso un documento. Insomma, sono tanti quelli che hanno imparato l'inglese da autodidatti e che probabilmente supererebbero, se ci fosse, una prova. E molti annunciano già un ricorso di gruppo al grido di "la lingua inglese va testata e non comprata". 

C'è poi chi accusa l'INPS di aver preso una scorciatoia per tagliare il numero di partecipanti al concorso visto che, negli ultimi anni, si è assistito a un aumento vertiginoso dei candidati a questo tipo di prove. Basterebbe, per altri, dare un punteggio maggiore a chi ha questo requisito in più ed evitare così che sia un vincolo di esclusione.
 

Alcune risposte, invece, fanno notare le discrepanze con la formazione scolastica in Italia, accusata di non essere in grado di garantire agli studenti l'acquisizione dell'inglese come requisito di base per lavorare nella Pa. Allo stesso tempo anche la richiesta obbligatoria, da parte di molte università per l'iscrizione a determinati corsi, prevede un livello più basso.
 


C'è anche, va detto, una minoranza che invece difende la scelta di Boeri e vorrebbe una selezione ancora più dura. Il punto di vista è chiaro: se non si prendono i migliori poi si rischia di avere persone inadeguate. Un modo per cambiare una Pa che ha un problema di competenze. E non solo linguistiche. 


La questione della tipologia di laurea. Triennale o magistrale? Di che tipo? 

C'è poi chi fa notare che restringere l'accesso a chi ha ottenuto una laurea magistrale in soli tre ambiti sarebbe un altro limite che un concorso pubblico non dovrebbe prevedere. A lamentarsi, in questo caso, sono quei ragazzi che hanno conseguito solo la triennale o una magistrale in scienze politiche o, soprattutto, in scienze della pubblica amministrazione  E c'è anche la questione dell'equiparazione dei titoli presi, per lo più Master, all'estero.

Ma il concorso dov'è?

Attualmente sulla pagina dell'INPS non è ancora comparso il bando di concorso annunciato da Boeri, come hanno fatto notare in molti rispondendo con il link alla pagina ufficiale. Che l'anticipazione, fatta sui social, sia un tentativo per Boeri di capire le reazioni dei possibili candidati? Che sia attualmente in via di correzione? Il presidente, del resto, non ha risposto alle moltissime domande fatte su twitter, molte delle quali poste con cortesia e reale preoccupazione. Quali saranno, alla fine, i requisiti per partecipare? E voi, cari lettori, siete d'accordo con queste restrizioni? 



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