I furti di farmaci antitumorali negli ospedali sono diventati un’emergenza

Tre casi a distanza di pochi giorni. In tutti i casi le scorte sono state subito rifornite senza alcuna conseguenza per i pazienti. Ma esiste un problema di conservazione per i lotti trafugati e rivenduti

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BURGER / PHANIE
Farmaci antitumorali

In Italia è allarme furti di farmaci antitumorali. L’ultimo è avvenuto lunedì 8 luglio all’ospedale di Rho, dove i ladri si sono introdotti nella cella frigorifera e hanno rubato farmaci oncologici dal valore commerciale di 400 mila euro. Una decina di giorni prima, il 26 giugno, era stata la farmacia dell’Ospedale Maggiore di Trieste a essere presa di mira. I ladri hanno portato a casa un bottino da 300 mila euro. Il 13 giugno era toccato al reparto di oncologia dell’Ospedale San Carlo di Milano. Mentre nel solo mese di maggio si sono registrati quattro furti di farmaci oncologici per un valore di 450 mila euro.

In tutti i casi le scorte sono state subito rifornite senza alcuna conseguenza per i pazienti, ma “il problema dei furti dei farmaci oncologici ha assunto proporzioni allarmanti con danni considerevoli al Ssn e pertanto all’Erario”, ha affermato in una comunicazione inviata alla Fofi (Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani) il comandante dei Nas, Cosimo Piccinno. In  particolare, il danno riguarda i “costi per il Ssn, relativi alla perdita economica subita, con difficoltà per le aziende ospedaliere e sanitarie di reperire nuovi fondi per coprire l’acquisto di ulteriori farmaci in relazione al budget annuale previsto”, ma anche “un aumento delle spese relative all’installazione/potenziamento di sistemi per prevenire i furti (porte blindate, inferriate, polizze assicurative, vigilanza ecc.) o per ripristinare l’integrità della struttura dopo l’avvenuto furto”.

Ma c’è anche un altro aspetto che sottolinea Piccinno: “La preoccupazione sulla destinazione dei farmaci sottratti, molti dei quali devono rispettare la catena del freddo. La loro corretta conservazione fa temere per la salute dei pazienti che potrebbero ricevere tali farmaci, con alterazione dell’efficacia o con potenziali reazioni avverse”.

Il più delle volte i farmaci anti-cancro finiscono nelle maglie di organizzazioni mafiose e traffici illeciti. Tre anni fa, 17 persone originarie della Campania e appartenenti a un’ organizzazione criminale erano finite in manette in diverse regioni d’Italia con l’accusa di furto e rivendita all’estero di medicinali oncologici. I farmaci venivano tenuti in cattivo stato di conservazione rendendoli inefficaci. “Un reato odioso" aveva commentato il procuratore capo Giuseppe Amato "non solo per i notevoli costi per le casse pubbliche, ma anche perché si tratta di farmaci anti-tumorali destinati ai più deboli”.

Intanto per evitare i furti, i Nas hanno realizzato in collaborazione con la Sifo, la società dei farmacisti ospedalieri, un decalogo per la prevenzione e la gestione dei furti di farmaci nei servizi farmaceutici ospedalieri e territoriali, che prevede azioni preventive e correttive. Come “dotare la farmacia di allarmi, telecamere a circuito chiuso e degli ausili necessari per la prevenzione dei furti (porta blindata, inferriate e la serratura di tipo europeo che necessita di codice per effettuare copia, etc.)”. Oppure limitarsi ad acquisti contenuti e frequenti per i farmaci costosi oggetto di furti (compatibilmente alle esigenze cliniche).



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