L'assalto ai supermercati nei paesi isolati per il coronavirus

Mi chiamo Gabriele, ho 36 anni, vivo con mia moglie e due figli a Codogno, nello stesso quartiere del primo contagiato in Italia dal coronavirus. Il mio pensiero stamattina è riempire il frigorifero di cibo perché ho paura di restare senza per la quarantena e comprare le medicine  per mia moglie

(Dal diario della quarantena scritto per Agi.it)

Codogno รจ un paese fantasma, si va in quelli vicini

Faccio un giro per vedere se ci sono supermercati aperti. Zero. Non sono un tipo che piange ma mi vengono le lacrime agli occhi per il nervoso. Com’è possibile che nessuno pensi a noi? Mi dirigo a Casalpusterlengo, il paese vicino nella zona rossa. Al ‘Penny’ c’è il delirio

Si cerca di scaglionare gli ingressi per impedire la ressa

Provo al Conad, anche qui un disastro, ma qualcosa dovrò pur comprare. Il personale fa entrare a scaglioni di 50 alla volta ogni 10-15 minuti ma solo se hai la mascherina, Poi capiscono che mica puoi togliere il cibo alla gente e fanno entrare tutti

Riempio tre cesti di roba, pago dopo un quarto d’ora di coda, mai visto da queste parti, e ringrazio la cassiera. “Grazie, state facendo una cosa bella a dar da mangiare a noi del paese vicino”

Come se fossero passate le cavallette

A casa consegno le buste a mia moglie e le dico di correre a lavarsi le mani che qualcuno che ha il virus potrebbe avere toccato la spesa.

Senz'acqua

È assalto anche alle scorte di acqua, quasi non ci si fidasse più di quella che esce dal rubinetto

Lo sgomento di Conte

Scene che preoccupano anche il premier Conte che lancia un appello e un monito: "non è una carestia, basta con le speculazioni"