Niente condono, Pippo Baudo dovrà versare al Fisco 257 mila euro

La decisione è stata presa sull'avviso di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate gli aveva intimato di pagare Irpef e Ilor evase nel 1996

Niente condono, Pippo Baudo dovrà versare al Fisco 257 mila euro
Foto: Andrea Diodato / NurPhoto
 Pippo Baudo

Doccia fredda per Pippo Baudo. A16 anni da un avviso di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate gli aveva chiesto più di 257 mila euro, la Cassazione ha stabilito che il noto presentatore non ha diritto al condono fiscale. Baudo perde la causa che lo vedeva opposto al Fisco, in relazione a una cartella con la quale si ordinava il pagamento di 257.538 euro a titolo di Irpef e Ilor per l'anno di imposta 1996. La sezione tributaria della Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle entrate e annullato la decisione con cui, nel 2010, la Commissione tributaria regionale della Sicilia aveva invece dato ragione al presentatore, sostenendo che non vi fossero ragioni ostative all'applicazione del condono, nonostante il procedimento che Baudo aveva avuto per la "condotta penalmente rilevante consumata nel 1994" sulle telepromozioni, per la quale aveva patteggiato un anno e nove mesi.

I giudici di piazza Cavour hanno rilevato che la 'ratio' della norma in esame "va rinvenuta nella volontà del legislatore di precludere l'accesso alla definizione agevolata a chiunque fosse stato imputato di un qualsiasi reato tributario, in ragione, cioè, di una sorta di 'indegnità' a fruire del beneficio del condono". Questa conclusione, per la Cassazione, non è da mettere in discussione perché il Parlamento "in materia di disciplina di condoni fiscali ha ampia discrezionalità, come tale insindacabile".

Niente condono, Pippo Baudo dovrà versare al Fisco 257 mila euro
Sanremo 2018: Pippo Baudo (Agf) 

L'episodio analogo del 2012

Nel 2012, invece, sempre la Cassazione aveva dato ragione a Baudo, in una causa di identico tenore, ma riferita ad avvisi di accertamento relativi ad Irpef ed Ilor degli anni 1997 e 1998: per questi, era stato ritenuto applicabile il condono. Nell'ordinanza si ricorda anche questa precedente pronuncia che però, secondo i giudici di 'Palazzaccio', "non spiega effetti preclusivi sulla presente controversia, sia perché i due giudizi non fanno riferimento al medesimo rapporto giuridico, stante l'autonomia dei diversi periodi di imposta e dei relativi condoni, sia perché l'efficacia del giudicato esterno trova ostacolo in relazione alla 'interpretazione giuridica' della norma tributaria, ove intesa come mera argomentazione avulsa dalla decisione del caso concreto".

Il legale: "Ha sempre pagato"

Baudo, spiega in una nota l'avvocato Giuseppe Cristiano, che ha assistito il presentatore in questi due giudizi, "ha sempre pagato le imposte anche negli anni oggetto del contenzioso tributario. Sussistendo i presupposti di legge, aveva chiesto e ottenuto il rimborso delle somme", ma "il Fisco, ritenendo non sussistere gli estremi per il rimborso, ha emesso le cartelle esattoriali, che sono state impugnate da Baudo con esito positivo definitivo nel primo giudizio" nel 2012, e "con esito negativo in quello odierno". 



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