Evasione da Rebibbia, a giudizio due romeni

Si calarono da una finestra con le lenzuola. La loro fuga durò solo quattro giorni

Evasione da Rebibbia, a giudizio due romeni
 Catalin Ciobanu  Mihai Florin Diaconescu minorrani evasi da Rebibbia

Roma - Processo in vista per Catalin Ciobanu e Mihai Florin Diaconescu, i romeni evasi il 14 febbraio dal carcere di Rebibbia segando le sbarre di un locale adibito a magazzino all'interno della casa circondariale. Il gip Bernadette Nicotra ha accolto la richiesta di giudizio immediato avanzata dal pm Silvia Sereni e ha fissato la prima udienza del dibattimento per il prossimo 6 luglio davanti al tribunale monocratico. In quella sede, Diaconescu e Ciobanu, difesi rispettivamente dagli avvocati Cristiano Brunelli e Andrea Palmiero, potrebbero fare ricorso a un rito alternativo. La fuga dei due romeni durò solo quattro giorni: Ciobanu preferi' consegnarsi ai carabinieri della stazione di Tivoli e qualche ora dopo gli stessi militari rintracciarono il complice che si era nascosto nella cella frigorifero di un furgone a poca distanza da un campo nomadi. L'accusa di aver corrotto alcuni agenti della polizia penitenziaria ancora da individuare per procurarsi gli strumenti utilizzati per segare le sbarre, come ha ipotizzato la Procura, non è stata contestata agli imputati: "Non c'è stata alcuna corruzione di agenti - ha detto il difensore di Diaconescu - lo abbiamo sempre dichiarato sin dall'inizio. Piuttosto mi auguro che il giudice, accogliendo la nostra richiesta di giudizio abbreviato (che in caso di condanna prevede lo sconto di pena pari a un terzo, ndr), saprà attribuire a ciascun imputato la propria responsabilità". (AGI)