Eternit: annullata la condanna I familiari delle vittime, 'vergogna'

(AGI) - Roma, 20 nov. - Annullata senza rinvio perche' il reatoe' estinto per prescrizione. Qusto il verdetto pronunciatodalla prima sezione penale della

Eternit: annullata la condanna  I familiari delle vittime, 'vergogna'

(AGI) - Roma, 20 nov. - Annullata senza rinvio perche' il reatoe' estinto per prescrizione. Qusto il verdetto pronunciatodalla prima sezione penale della Cassazione nell'abito delprocesso Eternit.

La suprema Corte ha dunque annullato lacondanna che la corte di appello di Torino aveva inflitto almagnate svizzero Stephan Schmidheiny, che in secondo grado erastato condannato a 18 anni di reclusione per disastro doloso. Secondo la corte la prescrizione "e' maturata prima dellasentenza di primo grado".

"Vergogna! Vergogna!" questa la primareazione delle parti offese alla letturadel verdetto. In aula magna, infatti, adattendere la sentenza, sono stati presenti numerose vittimedell'amianto e familiari di chi in questi anni e ' deceduto.

  Subito dopo la lettura del dispositivo, in aula ci sono statifischi e e urla di protesta.

Con il verdetto vengono annullati anche i risarcimenti,disposti in appello, a favore di centinaia di vittimedell'amianto, nell'ambito del processo eternit. La Corte,infatti, ha sottolineato nel dispositivo letto in aula che laprescrizione del reato di disastro doloso e' maturata primadella sentenza di primo grado, e cio' 'travolge' tutte lestatuizioni civili. In appello, era stato riconosciuto unrisarcimento di 30 mila euro a favore di 938 parti offese.
  Le motivazioni della sentenza emessa verrannodepositate nei prossimi mesi, ma, evidentemente, i giudicidella prima sezione penale hanno condiviso le conclusioniesposte oggi con la requisitoria dal sostituto pg, FrancescoMauro Iacoviello. I fatti contestati si sarebbero dunque svoltifra il '66 fino al 1986, anno in cui l'azienda ha cessato lasua attivita': in quel lasso di tempo, dunque, va inquadrato ilreato di disastro doloso, con la prescrizione maturata in circa12 anni, ossia nel 1998.

Le malattie e le morti sopravvenutenegli anni, dunque, non toccano affatto la questione dellaprescrizione del reato.

(AGI)