Da Guidonia agli Usa, prezioso affresco recuperato dopo 36 anni

(AGI) - Roma, 25 feb. - Un furto datato 1978. Partedell'affresco rubato a Guidonia Montecelio, alle porte di Roma,che si "materializza" a sorpresa a distanza di 34 anni in unacasa d'aste di New York. Un lungo lavoro diplomatico e ilritorno a casa dell'opera, a spese di chi l'aveva comprataignorandone la provenienza. E' una storia a lieto fine, riccadi colpi di scena, quella che ha portato i Carabinieri delComando tutela patrimonio culturale al recupero di un largoframmento del Cristo benedicente, datato intorno all'VIIIsecolo, trafugato in localita' Marco Simone Vecchi. Meno di tre

(AGI) - Roma, 25 feb. - Un furto datato 1978. Partedell'affresco rubato a Guidonia Montecelio, alle porte di Roma,che si "materializza" a sorpresa a distanza di 34 anni in unacasa d'aste di New York. Un lungo lavoro diplomatico e ilritorno a casa dell'opera, a spese di chi l'aveva comprataignorandone la provenienza. E' una storia a lieto fine, riccadi colpi di scena, quella che ha portato i Carabinieri delComando tutela patrimonio culturale al recupero di un largoframmento del Cristo benedicente, datato intorno all'VIIIsecolo, trafugato in localita' Marco Simone Vecchi. Meno di tresettimane piu' tardi l'autore del "colpo" era stato scoperto edenunciato, ma della refurtiva non si era mai saputo nulla.Tutto ha inizio nel 1972 quando una funzionaria dellaSoprintendenza per i Beni artistici e storici della capitalescopre l'esistenza della Cripta a Guidonia e ne dispone ladocumentazione fotografica: coperti di alghe e incrostazionicalcaree, sulle pareti e all'interno di nicchie ci sononumerosi affreschi, e al centro della volta un grande clipeoraffigurante il Pantocrator Benedicente. Il complesso vieneprotetto con tanto di porta di ferro all'ingresso e inferriatadi chiusura del pozzo di luce scavato in fondo alla grotta,mentre la relazione tecnica che esalta l'importanza storicoartistica degli affreschi - confrontabili secondo alcuniesperti con le pitture di Santa Maria Antiqua al Palatino - gliguadagna la dichiarazione di "particolare interesse culturale".Il relativo decreto ministeriale e' del 26 maggio 1978, cinquemesi prima del furto del Cristo e dell'altro affrescoraffigurante "Agnello Pasquale". Un lungo oblio, poi - il 15febbraio 2012 - la svolta: a Sotheby's, a New York, finisce incatalogo "un frammento di pittura murale raffigurante Busto diCristo, altezza cm. 75, secolo XII, di arte romana" che dagliaccertamenti eseguiti dai Carabinieri tramite la Banca dati deibeni culturali trafugati risulta essere in realta' "l'affrescoparietale, raffigurante Cristo Benedicente, parziale compendiodel furto consumato il 6 novembre 1978 nella Cripta ubicata aGuidonia Montecelio". Immediate scattano le procedure per ilrientro dell'opera in Italia, ma l'acquisto in buona fede e laremota data del furto rendono l'attivita' degli investigatoriestremamente difficile: alla fine, a rivelarsi risolutivo e' ilcontributo fornito dall'ispettore della sezione antiquariatotitolare delle indagini, che attraverso accordi diplomaticiriesce a ottenere la restituzione dell'affresco. Non solo: iproprietari si impegnano a ridarlo al nostro Paese a propriespese e il Cristo benedicente - di valore stimabile intorno almezzo milione di euro - torna a casa a bordo del volo dellaDelta Airlines Atlanta-Roma. Le indagini sono dirette dallaprocura della capitale. (AGI).