Roma sta cercando in queste ore di vendere un po' di rifiuti alla Svezia

In una intervista al Fatto Quotidiano il ministro dell'Ambiente Sergio Costa annuncia le trattative con alcuni Paesi. Per il futuro, "si potrebbero costruire impianti medio grandi, correlati ad altri micro-siti di prossimità. Come si dice in gergo, un sistema di compostaggio a stella”

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MASSIMILIANO FERRARO / NURPHOTO
Sergio Costa

Sulla situazione dei rifiuti a Roma dice che “rispetto a tre giorni fa la situazione è migliorata, stando alle foto e ai report che ho ricevuto”. Intervistato da Il Fatto Quotidiano (“Basta liti sui rifiuti a Roma. Ora diamo spazio ai tecnici”, il titolo) , il ministro per l’Ambiente Sergio Costa, tecnico – appunto – scelto dai 5Stelle, quella che sta vivendo la Capitale in questi mesi e settimane invece che “emergenza” preferisce chiamarla “criticità”. Non è questione di termini e sfumature, “sono due cose diverse, anche a livello normativo” precisa.

Ma come se ne esce dal caos normativo e anche da quello fattuale? A domanda il ministro risponde che “la Regione deve approvare un piano rifiuti per la costruzione di nuovi impianti”. Il ministro Costa dice che gli hanno assicurato che ciò “potrà avvenire entro l’estate”.

Poi aggiunge: “Venerdì la Regione Lazio ha emesso un’ordinanza per ampliare la capacità di ricevere rifiuti di nove siti del Lazio, ma partendo nel fine settimana il provvedimento ha fatto un po’ più di fatica a dare i suoi effetti. Gli operatori hanno dovuto fare turni straordinari serali e festivi, i siti si sono dovuti organizzare. Ma stiamo entrando a regime”.

Ma come saranno questi nuovi impianti? Quanti dovranno essere e dove andranno costruiti? Costa dice che “si potrebbe puntare su impianti di compostaggio e altri centri di selezione in vari punti del Lazio” e “si potrebbero costruire impianti medio grandi, correlati ad altri micro-siti di prossimità. Come si dice in gergo, un sistema di compostaggio a stella”. Tempi? “Tra i 3 e i 4 anni” risponde il ministro dell’Ambiente.

Ma l’emergenza è oggi. Quali altre chance ci sono per risolvere il caso? Nel frattempo, fa capire Costa, non resta che la negoziazione, tanto che aggiunge. “Con due o tre Paesi europei per inviarvi parte dei rifiuti”. Tra questi ultimi, ieri è spuntata anche la Svezia quale destinataria dei rifiuti in sovrappiù. Resta però una curiosità: di quante tonnellate di rifiuti si sta parlando? “Non glielo posso dire” fa il ministro al cronista. E perché? “Altrimenti rischierei di far alzare il prezzo nella negoziazione internazionale – risponde –, che invece deve rimanere bassa a beneficio dei cittadini che già stanno soffrendo troppo. Ma conto di chiudere tutto nel giro di qualche settimana. E la bolletta per i romani a mio avviso non salirà: anche le raccolte straordinarie di rifiuti costano”.

Quanto alla inapplicabilità dell’ordinanza della Regione Lazio denunciata dalla Raggi, il ministro dell’Ambiente rileva che “tutto è nato con velocità, sia sull’ordinanza che sulla raccolta dei rifiuti. Domani (oggi, ndr) al ministero ci sarà una riunione della cabina di regia con le amministrazioni e con il prefetto. E sarà l’occasione per ricalibrare qualcosa, sia per quanto riguarda il provvedimento che per il piano straordinario di raccolta dei rifiuti” risponde.

Insomma la Regione dovrà correggere il testo e il Campidoglio organizzare meglio la raccolta, è questo il punto? “Bisogna modificare qualcosa, da una parte e dall’altra. Può accadere in condizioni del genere…”. Parola di ministro, che tra le altre cose ha investigato per anni su situazioni ben peggiori… Per esempio? In Campania…



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