"Mafia autoctona ma è mafia". Decapitato il clan Spada di Ostia

Tra i trentadue destinatari di misure cautelari Carmine, detto "Romoletto", e il fratello Roberto (quello della testata)

"Mafia autoctona ma è mafia". Decapitato il clan Spada di Ostia

"È mafia autoctona, ma è mafia". Non hanno dubbi gli investigatori di Polizia e Carabinieri che hanno inferto un durissimo colpo al clan Spada di Ostia, decapitandone i vertici con l'operazione "Eclissi". Trentadue le misure cautelari emesse dal Gip di Roma su richiesta della Dda, lunga la serie di reati contestati - omicidio, estorsione, usura, intestazione fittizia di beni - ricondotti all'associazione per delinquere di stampo mafioso: tra i destinatari del provvedimento Carmine Spada, detto "Romoletto", capo indiscusso dell'organizzazione, e il fratello Roberto, che a novembre finì in prima pagina, e poi in carcere, per aver mandato in ospedale con una testata sul volto un giornalista della Rai.

"Un'associazione che ha provocato un profondo degrado sul territorio, consentendo il dilagare di reati gravissimi e lesivi di beni primari", scrive il gip Simonetta D'Alessandro nell'ordinanza di custodia: gli Spada hanno messo in piedi "un sodalizio che ha fondato la sua potenza sull'organizzazione a base familistica e sulla ripartizione delle competenze". Mentre "l'ampiezza e la pervasività del progetto criminale ascrivibile al clan attestano l'eccezionale pericolosità sociale dei compartecipi".

"Io pijo le tenaglie e ti strappo i denti"

Gli Spada, insomma, secondo chi indaga fanno il bello e il cattivo tempo sul litorale, infiltrando attività economiche legali e seminando il terrore: emblematico il duplice omicidio a danno di Giovanni Galleoni, capo del clan Baficchio, e di Francesco Antonini, commesso nel 2011 ad Ostia, delitto che segna plasticamente il passaggio del potere criminale da una famiglia all'altra. La crudezza di certe intercettazioni non lascia spazio ad equivoci: "Se vuoi stare qua sennò ogni notte è buona per la tanica!", confessa il titolare di un negozio; "ti faccio cercare da tutta Ostia... Sai che vuol dì? Ti spezzo tutte le costole ... io pijo le tenaglie e ti strappo i denti...", sibila uno degli arrestati a una vittima di usura; "Era venuto al ristorante con una macchina rubata portandosi un lanciafiamme al seguito e se si fosse infuriato avrebbe dato fuoco a tutto", racconta un'altra vittima riferendosi a Carmine Spada. E quando lo stesso Carmine Spada, per ben due volte, diventa a sua volta bersaglio di un attentato, non denuncia: pensa solo a come 'rifarsi', sconsigliato dagli amici Fasciani. 

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"Quello delineato dalle indagini è uno scenario criminale complesso", ha spiegato in conferenza stampa Michele Prestipino, procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Roma, ricordando anche "l'importante contributo" offerto alle indagini da quattro collaboratori di giustizia. L'operazione di oggi "non la consideriamo un punto di arrivo ma una tappa dell'azione di contrasto alla criminalità organizzata del litorale che stiamo portando avanti da tempo. Un risultato importante, frutto della grande collaborazione tra le forze di polizia".

Le reazioni della politica

"Abbiamo detto che avremmo fatto di tutto per sradicare la mafia dal municipio di Ostia, oggi consentitemi di ringraziare le forze di polizia e la magistratura di Roma per gli interventi", ha commentato il ministro dell'Interno, Marco Minniti, partecipando a Bologna a un convegno sulla sicurezza nelle periferie. "Continueremo - ha assicurato - perché la lotta contro le mafie per noi è il cuore della questione".

Sindaca di Roma e governatore del Lazio hanno espresso la loro soddisfazione via Twitter. "Roma rinasce con operazione contro clan Spada a Ostia - ha scritto Virginia Raggi-. Grazie a forze dell'ordine, Procura, Direzione distrettuale antimafia e ministro Minniti. Tutti insieme per dire no alla criminalità. #FuorilaMafiadaRoma". "A Ostia inferto ennesimo duro colpo alla criminalità organizzata - il messaggio di Nicola Zingaretti -. Grazie a tutte le forze dell'ordine per lo straordinario lavoro investigativo e per il loro quotidiano impegno nella lotta contro le mafie. Combatterle si può e si deve. Tutti insieme". 

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