Carceri: detenuti al Papa, "ci perdoni e lanci un segnale"

(AGI) - Isernia, 5 lug. - I detenuti del carcere di Iserniachiedono a papa Francesco il "perdono" e di adoperarsi verso leautorita' italiane

Carceri: detenuti al Papa, "ci perdoni e lanci un segnale"

(AGI) - Isernia, 5 lug. - I detenuti del carcere di Iserniachiedono a papa Francesco il "perdono" e di adoperarsi verso leautorita' italiane per risolvere la situazione negli istitutidi pena. Bergoglio ha varcato la soglia del carcere iserninopoco dopo le sedici. Nel refettorio c'erano una settantina dipersone, che gli hanno letto la lettera di benvenutoaccogliendolo con un "Hola, Santita'".

"La Sua visita - recitail testo - ha un sapore particolare per noi, perche' ha volutoincontrare i peccatori, e noi siamo qui ai suoi piedi achiederLe di perdonarci. Abbiamo sicuramente commesso deglierrori, ma abbiamo la volonta' di volerci rialzare e la Suavisita ci riempie il cuore di gioia, ma soprattutto disperanza, e in questo mare di speranza lei ci deve guidare, conla potenza del perdono. Lei, ci porta una grande emozione,comunicazione, innovazione, Lei da' entusiasmo anche a chi e'lontano dalla Chiesa, ma soprattutto ci porta amore, e amore e'la parola chiave del nostro incontro e noi oggi sperimentiamola gioia di riceverla".

"Restituire dignita' alle persone"

"Lei, ha una vocazione straordinaria,quella di portare un'esplosione di luce e di speranza anchedietro le sbarre; noi siamo anime imprigionate nellaquotidianita' di cio' che avviene nella spazio di una cella, maper molti il carcere e' considerato una discarica sociale,mentre invece dovrebbe essere reinserimento e riabilitazione,favorendo il pieno recupero della dignita' umana di noidetenuti. Oggi pero', innanzi a Lei che incontra la sofferenza,non vogliamo avere il volto di delinquenti, ma vogliamo esserei protagonisti di un incontro unico, con la dignita' e la forzadi chi vuole imboccare la strada maestra precedentementeperduta. Santita' - si legge nelle alettera -, lei e' abituatoalle grandi folle, qui siamo in pochi, ma ci siamo tutti! Evirtualmente ne rappresentiamo 60000. Papa Giovanni XXIII erail Papa buono, Giovanni Paolo II era il simpatico e quello delperdono, lei, invece, e' il nostro 'papa rock!'".

"Santita' -prosegue la lettera - Lei e' senz'altro a conoscenzadell'inumana situazione che offrono gli Istituti di penaitaliani, pensiamo ci sia poco da sottolineare in merito alsovraffollamento, ma quello che ci induce a rivolgersi a Lei,e' subordinato dal fatto che in un momento storico come quelloattuale, dove i nostri politici sono intenti piu' a litigare inParlamento, invece di risolvere i problemi del nostro Bel Paesee continuano ad illuderci sull'esito di emanare un atto diclemenza. Purtroppo questa decisione viene puntualmentedisattesa, e se mai un giorno verra', sara' soltanto per nondover pagare le salatissime multe agli Enti che vigilano sullecondizioni degradanti in cui versano i nostri Penitenziari.Santita', lanci in nostro favore un'ulteriore segnale che possaaprire uno spiraglio per un futuro migliore. Noi, detenutidella casa circondariale di Isernia, in confronto ad altrimolti disgraziati che si trovano ristretti in altrettantiIstituti in Italia, ci consideriamo privilegiati, in quantostiamo soffrendo molto meno il problema del sovraffollamento,mentre altrove si dovrebbe affrontare e rivedere il SistemaGiustizia, che ignora le prigioni mal gestite e che dovrebbedare una risposta piu' efficace alla privazione della liberta'e dei diritti umani. Nella speranza che si ricordi anche dinoi, animati dalla grande emozione oggi ha suscitato -concludono i carcerati di Isernia -, noi detenuti ciriscopriamo figli del Padre della Misericordia, che ci amanonostante la nostra fragilita', rendendoci testimoni della suaparola di salvezza. Stile Bergoglio, effetto Francesco!". (AGI)