Busta esplosiva all'Agenzia alimentare Ue di Parma

Il plico inviato all'Efsa è stato fatto brillare dagli artificieri, poteva fare vittime. L'ombra dei gruppi anarchici - 

Busta esplosiva all'Agenzia alimentare Ue di Parma
 Efsa Parma - twitter

Parma - Allarme terrorismo all'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) di Parma: una busta esplosiva indirizzata a un dipendente è stata intercettata al centro di corrispondenza dell'authority europea, che ha dato l'allarme.

A insospettire sarebbe stato il nominativo del destinatario è un collaboratore esterno all'agenzia. Dai raggi X, poi, sono stati visti diversi fili  e una batteria. Sul posto sono intervenuti gli artificieri della polizia di Stato, che hanno fatto brillare il plico, potenzialmente pericoloso se si fosse attivato l'innesco collegato a una carica di esplosivo. Sono in corso accertamenti sulla fattura e indagini per individuarne i responsabili. Dopo meno di un paio di ore i lavoratori sono potuti rientrare nei loro uffici.

Gruppi anarco-insurrezionalisti nelle ultime settimane hanno preso di mira l'Efsa con dure contetazioni per le politiche in tema di Ogm e per la ventilata estensione all'Europa dell'uso del diserbante glifosato, contro cui sono schierate Francia e Italia. 

Il plico sospetto è stato scoperto grazie alla procedura di sicurezza molto severa che vige all'interno dell'Efsa, in particolare dell'ufficio postale interno che passa eventuale corrispondenza sospetta ai raggi X. Si e' quindi notato che la busta, della grandezza di un libro e indirizzata a un collaboratore dell'Efsa non in Italia che si reca a Parma saltuariamente, conteneva un portafogli e dei fili di un eventuale innesco, qualcosa di simile a un piccolo ordigno di produzione artigianale che ha fatto subito scattare l'allarme.

Gli artificieri intervenuti sul posto hanno poi provveduto a farlo brillare in un cortile laterale dell'edificio. Se fosse esploso, avrebbe potuto provocare danni alla mani o al volto. "Come da protocollo - spiega un portavoce dell'Efsa - le autorità di sicurezza locali sono state debitamente informate ed in via precauzionale la cucina della mensa dell'Efsa è stata chiusa così da permettere alle autorità di sicurezza locali di procedere alle azioni necessarie per neutralizzare il potenziale pericolo.

Le autorità di sicurezza locali hanno fatto le dovute investigazioni e valutato che le attività potessero riprendere senza ulteriori interruzioni. La mensa dell'Efsa è stata quindi riaperta". Sull'accaduto, sono in corso indagini, anche per accertare il contenuto del portafogli all'interno del plico.

"Voglio esprimere vicinanza a nome mio e del Ministero delle politiche agricole al direttore Bernhard Url e a tutti i dipendenti dell'Efsa a Parma per il grave episodio di oggi. Ringrazio gli inquirenti che hanno evitato che si verificassero conseguenze gravi. Voglio ribadire che per l'Italia la sicurezza alimentare è un tema fondamentale e siamo onorati che l'Efsa abbia sede proprio nel nostro Paese". Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina commentando la notizia della busta esplosiva.

L'edificio dell'Efsa - che vede uno staff fisso di 450 dipendenti - non e' stato evacuato durante le operazioni. Nel giro di un paio d'ore, tutto e' stato risolto e la situazione e' ritornata alla normalita'. L'agenzia ospita tutte le settimane riunioni di esperti: oggi si trattava di una giornata di normale attivita'. All'Efsa di recente non erano arrivati avvertimenti o minacce. Un paio di anni fa, all'interno dell'Agenzia europea di Parma era andata in scena la protesta di attivisti anti Ogm.

"Quanto accaduto oggi all'Efsa di Parma è un atto intimidatorio che richiede una pronta azione di tutte le forze inquirenti per fare piena luce sull'accaduto. L'indipendenza dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare è un valore da salvaguardare a garanzia della salute dei cittadini. Esprimo ferma condanna per il vile gesto e manifesto profonda solidarietà a tutto il personale della sede di Parma". Lo dichiara il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. (AGI)