Bongiorno e Coppi, "sfida" tra allieva e maestro nel caso di Camilla e Gaia

I due avvocati si trovano, dopo il processo Andreotti, di nuovo protagonisti dello stesso caso giudiziario, stavolta da avversari. Coppi è il difensore di Genovese mentre Bongiorno si occuperà della difesa della famiglia di una delle due sedicenni investite e uccise

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Franco Coppi e Giulia Bongiorno, di nuovo protagonisti dello stesso caso giudiziario ma stavolta da avversari. Dopo il celebre processo per mafia a Giulio Andreotti, che si svolse a Palermo dal 1993 al 2004 e che li vide lavorare insieme (anche con il legale Gioacchino Sbacchi) per la difesa del leader Dc, le due 'star' dell'avvocatura tornano ad incrociarsi ma questa volta su fronti opposti.

Nella vicenda processuale delle due sedicenni - Camilla Romagnoli e Gaia Von Freymann - rimaste uccise nell'incidente avvenuto nella notte tra il 21 e il 22 dicembre scorso in corso Francia, all'altezza di via Flaminia Vecchia, nel quartiere romano di Ponte Milvio, Bongiorno si occuperà della difesa della famiglia di Gaia, mentre Coppi sarà, assieme al legale Gianluca Tognozzi, il difensore di Pietro Genovese, il 20enne che ha investito le due ragazze.

Era il '93 quando una giovane penalista di Palermo, Giulia Bongiorno, venne chiamata dal principe del Foro, Franco Coppi, per affiancare lui e Gioacchino Sbacchi (nel cui studio lei aveva iniziato la professione) per la difesa del leader Dc Giulio Andreotti. Bongiorno era allora una perfetta sconosciuta, aveva 27 anni, e si distinse subito per l'impegno e la passione con la quale si adoperò in un processo lunghissimo che ebbe particolare risonanza mediatica.

Il procedimento di Palermo durò dal 1993 al 2004 e, dopo l'assoluzione in primo grado, la Corte d'Appello accertò la responsabilità di Andreotti per i fatti precedenti al 1980, pur dichiarandoli prescritti, e confermò l'assoluzione per quelli successivi. Rimasta nella storia, e nelle immagini televisive, l'esultanza della Bongiorno quando nel 2004 la Cassazione confermò la sentenza di appello e lei esultò con un energico pugno sul tavolo e urlò al cellulare con Andreotti: "Assolto! Assolto! Assolto!", in mezzo a una folla di microfoni e telecamere.

Bongiorno, sempre insieme a Coppi, assunse anche la difesa di Andreotti nel procedimento di Perugia relativo all'omicidio del giornalista Mino Pecorelli. Da lì la carriera della penalista palermitana ha preso il volo con incarichi difensivi giudiziari di grande prestigio, spesso di forte impatto mediatico.

Carriera che ha poi imboccato anche la strada della politica: la Bongiorno è stata parlamentare di area centrodestra fino a diventare, nel 2018, ministra per la Pubblica amministrazione nel Governo Conte I. Coppi, da molti considerato il più autorevole penalista italiano, nel corso della sua carriera ha difeso anche lui molti imputati in procedimenti di grande risonanza, come Gianni De Gennaro nel processo per i fatti della scuola Diaz e Silvio Berlusconi nel processo Mediaset e in quello Ruby. Adesso, per la vicenda delle due sedicenni, si ritrovera' di fronte la sua ex 'allieva'.  



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