Bagnasco, ideologia gender pericolosa: contese su ovuli preoccupa

(AGI) - CdV. - "Una vera guerra in difesa dell'uomo".
  Cosi' il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, hadefinito la "buona  

(AGI) - CdV, 29 mag. - "Una vera guerra in difesa dell'uomo".Cosi' il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, hadefinito la "buona battaglia" contro "le molteplici insidie" che emergono in questo tempo. "Uno dei motivi di preoccupazione- ha spiegato aprendo i lavori del Convegno per il decennale diSceinza e Vita - ci viene dalla sistematica diffusione, apartire da luoghi che, come la scuola, dovrebbero rappresentareun modello in senso contrario, dell'ideologia del gender: ilsesso di una persona non le sarebbe dato da cio' che essa e'costitutivamente, ma sarebbe oggetto di una libera scelta diognuno: se uno vuole essere maschio, o femmina, chi ha ildiritto di vietarglielo? E' giusto, si afferma, che ognunopossa decidere con assoluta liberta'. L'idea di una liberta'che per essere tale deve essere assoluta, assolutamenteautocentrata, separando cosi' la cultura dalla natura e lospirito dal corpo".

"E' in questa linea - ha osservato - che in alcuni asili nelnostro Paese e' stata proposta l'abolizione della festa dellamamma e del papa', al fine di non discriminare altre formealternative, che vedrebbero la presenza di due papa' o di duemamme, o forse tre nel caso che due donne crescano un bambinoal quale nessuna delle due abbia fornito il gamete femminile; oquattro se una, esterna alla coppia, fosse la donatricedell'ovulo e una la gestante; o cinque nel caso che il bambinosia stato svezzato e allattato da una donna diversa ancora".Per Bagnasco e' questo "Un vero paradosso, con incalcolabiliconseguenze psicologiche e relazionali"

"La notizia della contesa di una star televisiva conl'ex-marito, a proposito della sorte di due ovuli fecondatidalla coppia, ci mostra i paradossi e i corto-circuiti cheavvengono quando il rispetto della vita e' intermittente ointeressato". Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, aprendoi lavori del Convegno per il decennale di Sceinza e Vita. Perla cronaca, Bagnasco ha riferito anche le due posizioni"l'intenzione di lei e' di distruggerli, essendo ora naufragatoil matrimonio, mentre lui non vorrebbe rinunciare alla suapartenita'".

Secondo Bagnasco, "preoccupazioni non minori vengono dalletematiche del fine vita, con il diffondersi di un atteggiamentoverso la morte che ben rispecchia il senso di proprieta'assoluta verso se stessi e il proprio corpo, con la pretesa dipoter porre fine alla propria vicenda umana quando questa nonsia piu' ritenuta degna di essere continuata". "Come stabilire- si e' chiesto il cardinale - questo limite? Una voltaaccettato il criterio della disponibilita' della vita, leragioni per le quali essa puo' essere dichiarata non piu'vivibile possono ampliarsi a dismisura, fino a ragioni di puranatura psicologica, come il caso dell'aborto mostradrammaticamente"

"Tali tematiche - ha ammonito Bagnasco - non vanno affrontatein modo ingenuo o superficiale, ma cercando la loro radice, chesta sempre nel pensiero, nella concezione antropologicasottostante. Per questo la difesa della vita non puo'prescindere dal discorso sulla scienza, secondo il sapienteaccostamento da cui prende nome la vostra Associazione. Latecnologia occupa un posto dominante nella vita delle persone:sempre piu' la influenza e ne aumenta le potenzialita'. E'cosi' da diversi secoli, ma la svolta e l'accelerazioneimpresse dal mondo digitale ne accrescono a dismisura lepotenzialita'. Come ogni strumento nelle mani dell'uomo, latecnologia non e' in se stessa buona o cattiva, ma e' buona ocattiva a seconda del modo in cui viene impiegata". (AGI).