Amatrice 20 mesi dopo il sisma. Il video dal drone su quello che resta

Un paesaggio quasi lunare, visibile anche dai satelliti, una ferita che nessuno potrà mai cancellare, e che sta lì a ricordare le 250 vittime di quella notte del 24 agosto 2016

Amatrice 20 mesi dopo il sisma. Il video dal drone su quello che resta
 Paolo Giomi
 Un'immagine di Amatrice ripresa da un drone

A 20 mesi esatti dal terremoto che ha devastato il Centro Italia, distruggendo il borgo di Amatrice, Corso Umberto I e l’intero centro storico del borgo reatino si presentano così: un’arida radura che contrasta nettamente con il verde rigoglioso acceso dalla primavera sui Monti della Laga. Un paesaggio quasi lunare, visibile anche dai satelliti, una ferita che nessuno potrà mai cancellare, e che sta lì a ricordare le 250 vittime di quella notte del 24 agosto 2016.

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Le operazioni di rimozione delle macerie, almeno nell’area del centro storico, sono quasi ultimate, Corso Umberto I è riaperto al traffico, seppure in maniera parziale e sotto il monitoraggio continuo dei militari dell’Esercito, che continuano a presidiare l’area ormai da 20 mesi.

Il lavoro, però, è tutt’altro che ultimato, e anzi si ha l’impressione che ci sia ancora tanto, tantissimo da fare.

Le riprese aeree sono state effettuate in conformità con le norme in vigore e nel rispetto delle prescrizioni vigenti nell’area. Le operazioni si sono svolte sotto il controllo del personale di Esercito Italiano e Arma dei Carabinieri, che ringraziamo per la collaborazione.



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