Incirlik ancora negata alla Germania

Braccio di ferro Ankara-Berlino per l'estradizione di 4.500 turchi

L’incontro ad Ankara tra i ministri degli Esteri turco e tedesco volto a risolvere la disputa sulla visita dei legislatori Bundestag ai propri soldati nella base aerea di Incirlik dove la Germania - come membro della coalizione internazionale anti ISIS - ha dispiegate circa 250 truppe e sei Tornado, si è risolta con un nulla di fatto. “Al momento è possibile una visita alla base di Konya, ma non a İncirlik", ha detto Mevlűt Çavuşoğlu alla controparte, ricordando che la questione era già stata discussa fra il presidente Recep Tayyip Erdoğan e la cancelliera tedesca Angela Merkel a Bruxelles il 25 maggio a mergine del vertice NATO.

Braccio di ferro su asilo a membri FETO

Ankara è quindi risoluta a mantenere il divieto di ingresso finché Berlino continuerà a concedere asilo politico ai membri dell’organizzazione FETÖ, accusata di aver orchestrato il tentato colpo di Stato del 15 luglio 2016, e a legittimare l’attività del PKK. Quest'ultimo è riconosciuto come un'organizzazione terroristica dalla comunità internazionale, Germania inclusa, e in un momento in cui esiste un'estrema urgenza per combattere il terrorismo, i policy makers turchi ritengono estremamente frustrante che il PKK possa avere margini di manovra in Europa per condurre propaganda, reclutare fondi e militanti senza che vengano vagliate le richieste di estradizione.

Chiesta estradizione di 4.500 turchi

D’altra parte, la questione FETÖ è un elemento relativamente nuovo nei rapporti bilaterali e mentre la Turchia non ha ancora fornito prove sufficienti sulla relazione che lega i gülenisti in Germania agli avvenimenti del 15 luglio scorso, Berlino non ha esitato a concedere asilo a tutti i richiedenti. Il ministro Gabriel, sottolineando la determinazione della Germania, ha promesso che Berlino esaminerà la richiesta della Turchia per l'estradizione di circa 4.500 cittadini turchi residenti in Germania accusati di reati di terrore.   In questo quadro si inserisce anche il caso di Deniz Yűcel, il giornalista turco-tedesco che è stato arrestato lo scorso febbraio con l’accusa di avere dei legami con le organizzazioni terroristiche e di essere manovrato dall’intelligence internazionale nelle manovre di spionaggio verso la Turchia. Insomma, se tecnicamente la situazione sarà probabilmente destinata a sbloccarsi con il trasferimento delle truppe tedesche da Incirlik alla Giordania, dato che Berlino ha già inviato squadre militari e tecnici per studiare la disponibilità di strutture militari del Regno Hashemita, la crisi nei rapporti bilaterali sarà destinata ad inspessirsi finché il rimpallo diplomatico si giocherà su retoriche cospiratorie e politiche pregiudiziali.