Il lasciapassare di Trump a Kim sui diritti umani

Il caso Warmbier e il presidente Usa che in mondovisione ha scaricato la famiglia del giovane morto dopo le torture in Corea del nord, e sconfessato la linea tenuta dalla stessa Casa Bianca

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EyePress News / EyePress
 Donald Trump-Kim Jong Un (AFP) 

Se le trattative di Hanoi sul nucleare di Pyongyang si sono chiuse con un nulla di fatto, il presidente Donald Trump ha concesso al dittatore nordcoreano kim Jong-un un lasciapassare sulla violazione dei diritti umani. "Gli credo sulla parola", ha detto Trump di Kim che ha negato ogni coinvolgimento nelle torture allo studente americano di 22 anni, Otto Warmbier, morto ad una settimana dal suo rientro negli Usa in stato di coma, nel giugno del 2017, dopo il rilascio dalla Corea del Nord.

“Non avrebbe mai lasciato che accadesse - ha argomentato Trump durante la conferenza stampa di Hanoi - mi ha detto che non ne sapeva nulla" e che è "molto dispiaciuto". Lo schema narrativo e il palco internazionale sembrano un remake del vertice di Helsinki con il presidente russo Vladimir Putin:  Trump ha sconfessato l’intelligence negando che il Cremlino abbia interferito nelle presidenziali americane del 2016. Stesso storytelling sull’uccisione del giornalista saudita dissidente Jamal Khashoggi. Trump si è schierato con principe coronato saudita, Mohammed bin Salman, giudicato dagli 007 americani il mandante del brutale omicidio nel consolato di Riad a Istanbul, lo scorso 2 ottobre.

Otto Warmbier era stato arrestato in Corea del Nord il 2 gennaio del 2016, al termine di un viaggio-vacanza di cinque giorni iniziato in Cina, con l'accusa di aver rubato un poster di Kim. Era stato condannato a 15 anni di lavori forzati. Nonostante gli sforzi, l'amministrazione di Barack Obama non era riuscita ad ottenerne il rilascio. Il suo processo è stato considerato una farsa e una ritorsione contro le sanzioni Usa. "E' stato torturato oltre l'immaginabile dalla Corea del Nord", aveva twittato Trump il 26 settembre del 2017, accusando pubblicamente il regime di Pyongyang.

I genitori di Otto Warmbier hanno fatto causa a Kim per la morte del figlio, depositando il ricorso, dalla valenza soprattutto simbolica, presso un tribunale di Washington nell'aprile dello scorso anno, alla vigilia del primo faccia a faccia tra Trump e il leader di Pyongyang a Singapore, lo scorso giugno. Gli Usa hanno inserito la Corea del Nord nella lista degli Stati sponsor del terrorismo. La Casa Bianca aveva detto di sostenere la battaglia legale dei Warmbier ma Trump, in mondovisione, li ha scaricati.

 



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