La Nasa apre ai privati le porte della stazione spaziale internazionale

Astronauti impiegati dalle aziende potranno soggiornare per brevi periodi a bordo della ISS e condurre attività commerciali che vanno dalla realizzazione di prodotti in assenza di peso all’organizzazione di campagne pubblicitarie nello spazio 

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 Esa
 Un modulo della Iss alla cui realizzazione ha collaborato la Sitael

Con la conferenza stampa tenuta qualche giorno fa, presso la Borsa online del Nasdaq, la NASA ha annunciato che la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) sarà aperta ai privati, che potranno utilizzare le installazioni della parte americana per attività commerciali.

Le aziende potranno servirsi di “astronauti privati”, che potranno soggiornare per brevi periodi a bordo della ISS e condurre attività commerciali che vanno dalla realizzazione di prodotti in assenza di peso all’organizzazione di campagne pubblicitarie nello spazio. Anche se questi astronauti saranno dipendenti da compagnie private, dovranno comunque ricevere un rigoroso addestramento, non molto diverso da quello degli equipaggi della NASA, per essere qualificati per il volo spaziale e per poter affrontare eventuali situazioni di emergenza.

Un annuncio inatteso

L’annuncio è giunto alquanto inaspettato, sebbene la NASA abbia cominciato già da tempo ad affidare ai privati alcune attività spaziali. Dapprima, l’ente spaziale americano ha “appaltato” i servizi di rifornimento della stazione orbitante alla SpaceX e alla Orbital ATK, poi ha deciso che affiderà il trasporto dei suoi astronauti ai veicoli commerciali che sono in corso di realizzazione da parte della SpaceX e dalla Boeing e che dovrebbero effettuare i primi voli con equipaggio all’inizio dell’anno prossimo. A questo proposito, i nuovi equipaggi commerciali, proprio come i loro colleghi della NASA, viaggeranno a bordo dei nuovi veicoli Crew Dragon e CST-100 Starliner.

Appare naturale che il passo successivo sia quello di affidare gradualmente a partner privati l’intera gestione della parte americana, soprattutto alla luce della decisione di terminare il supporto alla ISS entro il 2024. La data non è stata scelta a caso ed è legata alla decisione di riportare gli astronauti statunitensi sulla Luna entro cinque anni. La commercializzazione delle attività a bordo della base orbitale consentirà alla NASA di concentrare le risorse sul programma Artemide che riprenderà l’eredità dell’Apollo e riporterà il prossimo uomo e la prima donna sulla Luna.

Un modo per allungare la vita dell'ISS?

C’è da dire che la Stazione Spaziale Internazionale si sta avvicinando alla fine della sua vita operativa e trasferire le sue operazioni al settore privato può essere un modo per allungarne la vita ma, soprattutto, per stimolare lo sviluppo di una vera economia dello spazio. Le aziende private potranno utilizzarla come banco di prova per le tecnologie da utilizzare in futuro, ad esempio per costruire la “Stazione Lunare”, per preparare l’atterraggio sulla superficie del nostro satellite e per estrarne le risorse minerarie.

Anche se la parte americana della ISS passerà nelle mani dei privati, la NASA non si ritirerà completamente dalla base internazionale; piuttosto, diventerà uno dei potenziali clienti e potrà acquistare spazi e servizi per esperimenti di microgravità, probabilmente a costi inferiori a quelli attuali.

Più di cinquanta aziende stanno già utilizzando il laboratorio americano per ricerche in diversi campi della scienza e della tecnologia. Con questa apertura della NASA, avranno l'opportunità di ampliare le loro attività che potranno estendersi alla produzione di beni nello spazio, alla pubblicità e magari al turismo spaziale. 



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