Quanto ne sappiamo davvero di contraccezione

Cosa ci raccontano i dati del rapporto Censis-Bayer sugli italiani e i metodi anticoncezionali 

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 Afp
 Pillola anticoncezionale maschile

L’ultima indagine Censis-Bayer  presentata a Roma  il mese scorso ed effettuata su un gruppo di persone tra i 18 e i 40 anni, ha evidenziato che  esiste una diffusa informazione di base, il 63,9% dei 18-40enni conosce almeno un metodo contraccettivo chimico come la pillola, almeno un metodo di barriera oltre al profilattico e almeno un metodo naturale.

Il livello informativo risulta maggiore tra chi ha avuto già rapporti completi e cresce al crescere del titolo di studio; il profilattico è il metodo più conosciuto in assoluto (il 92,8% nel complesso, il 94,1% tra gli uomini), merito anche delle campagne per la prevenzione delle Infezioni sessualmente trasmissibili,  mentre solo al secondo posto si colloca la pillola (l’86,5%, valore che sale al 90,7% tra le donne).

Rispetto l’affidabilità dei metodi contraccettivi pillola e profilattico sono i metodi ritenuti più sicuri, sia dagli uomini che dalle donne, quasi in egual misura, cosa che contrasta con i dati di affidabilità reali dei due metodi: la contraccezione ormonale nelle sue varie formulazioni varia dal 91 al 99% di affidabilità, mentre per il profilattico siamo all’82%.

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sesso (Agf) 

Al di là della conoscenza abbastanza diffusa dell’esistenza di diversi metodi contraccettivi, la maturazione di una scelta consapevole di un metodo piuttosto che di un altro, o di non usarli affatto, rimane un percorso soggettivo, legato in particolar modo alle dinamiche di coppia.

Vediamo i numeri, che sono abbastanza inquietanti all’interno di una fotografia che ci mostra delle persone attive nella sessualità nella stragrande maggioranza dei casi. Il 63,3% ha avuto almeno un rapporto completo non protetto,  un altro 15,0% non ha utilizzato la contraccezione perché cercava una gravidanza e solo il 21,6% ha sempre utilizzato contraccettivi. Il dato sconcertante è esattamente quest’ultimo, a fronte di una relativa conoscenza dei metodi, nella pratica non vengono quasi mai utilizzati.

Le motivazioni del mancato ricorso alla contraccezione sono diverse, ma in gran parte riconducibili alla situazione del momento: non ne avevo a disposizione (22,5%), ho deciso di correre il rischio (18,1%), non pensavo che ci fossero grandi probabilità di una gravidanza (17,9%);  ma anche alla presenza di una sorta di  deresponsabilizzazione : “La persona con cui ero ha detto che andava bene anche senza contraccettivi” (il 15,1%), e “la persona con cui ero si è rifiutata di usare contraccettivi” (il 3,8%) o il caso di coloro che hanno pensato che eventualmente si può fare ricorso alla contraccezione di emergenza (il 7,0%). 

Dai dati si evince quindi la necessità di campagne divulgative che siano mirate ad accrescere il livello di consapevolezza dei rischi di un rapporto non protetto sia per quanto riguarda la contraccezione che le infezioni sessualmente trasmissibili. Dobbiamo arrivare a pensare che la salute sessuale non è un dato scontato per tutta la vita ma che solo mettendo in atto comportamenti efficaci al mantenimento potremmo preservarla più a lungo, permettendoci di godere a pieno della vita sessuale.



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