Le startup dell'aldilà

La triste e dolce storia della mamma che per mesi ha alimentato la pagina Facebook del figlio morto, riporta alla ribalta il tema di cosa accadrà ai nostri profili: una esigenza che sta spingendo molti ad offrire "servizi speciali" a pagamento

Se Internet e in particolare i social sono parte integrante della nostra vita, che cosa succede quando finisce, la vita? Che succede di tutto quello che abbiamo scritto, fotografato, filmato, condiviso per ore e ore ogni giorno? Che fine fa la nostra vita digitale quando non ci saremo più? E’ un tema molto serio, di cui è bene parlare perché ci sono tante cose da sapere che invece ignoriamo come dimostra la bellissima storia della mamma che per mesi ha continuato ad alimentare il profilo Facebook del giovane figlio morto tragicamente sul monte Cervino lo scorso luglio. Pubblicava post dolcissimi, mamma Cristina, a volte ironici, come se fosse lui a scriverli dal cielo. Lo ha fatto fino a qualche giorno fa quando quando qualcuno negli uffici di Facebook se ne è accorto e l’ha bloccata trasformando la pagina di Luca in una pagina “in memoria” e impedendo alla mamma di accedere visto che il figlio non aveva indicato un erede digitale. Ma chi fra di voi ha indicato un erede digitale? Ovvero qualcuno che si prenda cura dei nostri profili, che possa eliminarli se così abbiamo deciso oppure continuare a curarli "in memoria" appunto?
Secondo alcuni già adesso su Facebook ci sarebbero 30 milioni di profili di defunti abbandonati a sé stessi, ogni giorno se ne aggiungono ottomila e nel 2065 è previsto il sorpasso, fra morti e vivi. Per questo non deve apparire paradossale la nascita di startup dedicate al dopo di noi: una, Dead Man Switch, è una specie di interruttore che ci manda email quando per molto tempo siamo inattivi su internet e se non rispondiamo a quel punto manda via email almeno due lettere per conto nostro. Le ultime volontà. Un’altra, eterni.me, raccoglie tutta la nostra vita social e crea un avatar, un sosia digitale, con cui amici e parenti potranno in qualche modo interagire anche dopo: ha già quasi 40 mila iscritti.
Capisco che il tutto possa apparire macabro, ma è meglio informarsi e decidere finché siamo in tempo. Al di là delle statistiche infatti c’è la domanda a cui ciascuno di noi può dare una risposta: a chi affido i miei social dopo di me? Facebook consente di indicare un erede (io l’ho fatto), su Google, Instagram e Twitter la procedura non è così ben definita. Ma appunto è meglio informarsi.

 


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