Anche la Lego è andata in crisi per la concorrenza digitale. Ora c'è Minecraft

La multinazionale dei mattoncini annuncia licenziamenti. I bambini oggi fanno le costruzioni, ma anche su tablet e consolle

Anche la Lego è andata in crisi per la concorrenza digitale. Ora c'è Minecraft
 Afp
 Minecraft

I nostri figli hanno di nuovo messo in crisi la Lego. Parliamo di una azienda leggendaria. Fondata da un carpentiere danese negli anni ‘30, è diventata - assieme alla Mattel - la più grande multinazionale di giocattoli del mondo, basandosi su una sola grande idea: i mattoncini di plastica per costruire quasi qualsiasi cosa. Un successo che sembrava inarrestabile anche per come la Lego aveva superato la grande crisi del 2004, il fallimento a un passo, e la scelta di rilanciare puntando anche sull’elettronica e la robotica: i mattoncini potevano servire a costruire oggetti che si muovono e si comandano con un computer. Da allora crescita a doppia cifra ogni anno, e un nome che diventa leggenda arrivando a scalzare quello della Ferrari dal podio di brand più potente del mondo.

Anche la Lego è andata in crisi per la concorrenza digitale. Ora c'è Minecraft
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 Fabbrica Lego in Cina

Fino alla nuova crisi simboleggiata dalla solita reazione quando calano i profitti: 1400 licenziamenti fra i 18500 dipendenti. Che è successo? E’ successo che i nostri figli giocano ancora con i Lego ma molto, molto di meno. Adesso hanno i videogames, le console come la Playstation, e le app dei nostri tablet a fare concorrenza ai mattoncini di plastica colorata. In particolare c’è un gioco che come idea assomiglia moltissimo al Lego ma è tutto digitale. Si chiama Minecraft, lo ha creato un programmatore svedese nel 2009 ed ha avuto talmente successo che la Microsoft ha comprato l’azienda nel 2014 per 2.5 miliardi di dollari.

Anche la Lego è andata in crisi per la concorrenza digitale. Ora c'è Minecraft
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 Minecraft

Anche su Minecraft ci sono mattoncini e materiali di ogni tipo, ma sono tutti digitali. Si scelgono e si spostano col tocco di un dito e si costruiscono intere città. L’unico limite è la fantasia. E’ Minecraft che ha mandato in crisi la Lego che non a caso da un mese ha cambiato amministratore delegato puntando su un 50enne che dice di sapere tutto del digitale. Intendiamoci: un certo livello di manualità nei giochi è importante per i bambini, non basta saper maneggiare un controller o un telecomando, per questo in fondo tifo ancora per la Lego. Ma non mi stupirei se presto anche i mattoncini di plastica colorata si trasferissero nei nostri tablet. 



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