L'auto che si guida da sola sta arrivando, ma non da noi

In California dal giugno 2018 si dovrebbe passare dai test alla vita reale. Con una riduzione impressionante di incidenti stradali. In Europa mancano le norme e soprattutto una rete Internet ad alta velocità che sostenga questi veicoli: rischiamo di ripetere un vecchio schema che regala il futuro alla Silicon Valley

L'auto che si guida da sola sta arrivando, ma non da noi

Quando si parla di innovazione e tecnologia, il ritardo dell’Europa storicamente è stato imbarazzante. Per fare un esempio, il primo personal computer nasce in Italia, allo Olivetti nel 1965: non se ne accorge nessuno e la Silicon Valley ci ha costruito diverse multinazionali sopra. E mentre negli anni ‘80 dagli Stati Uniti Vint Cerf e Bob Kahn diffondevano il protocollo di quello che sarebbe diventata Internet, la grande rete del mondo, in Europa plotoni di burocrati letteralmente buttavano soldi e tempo per costruire una rete alternativa, di cui oggi quasi nessuno ricorda neppure il nome: OSI. Il costo di questi errori lo paghiamo tutti, perché chi vince nel campo dell’innovazione domina il mercato e accumula ricchezza. E a noi ci resta la speranza che quanto meno paghino le tasse dovute: ma la web tax è un rimedio doveroso, non una strategia per vincere.
Tutta questa premessa per dirvi che lo stesso schema sta per ripetersi sull’auto che si guida da sola.
Qualche giorno fa in California è stata proposta una norma che apre le strade ad auto senza pilota dal giugno 2018, fra meno di nove mesi. In California già ci sono 42 aziende che testano i loro 285 veicoli a guida autonoma: la differenza è che adesso si passa dai test alla vita reale. La California non è il primo stato americano ad accelerare su questo fronte: Florida, Nevada e Michigan sono partiti e lo stesso è accaduto a Singapore, Shanghai e Tokyo. Le ragioni sono diverse: la prima è che su 33 mila morti per incidenti stradali negli Stati Uniti, il 94 per cento è dovuto ad errori umani, che con la guida di un computer sarebbero azzerati. La seconda è che si tratta di un mercato che fa gola a tanti e quasi tutte le case automobilistiche lanceranno auto a guida autonoma entro il 2022.
In tutto ciò l’Europa non esiste: c’è stato qualche test in un sobborgo di Helsinki, in una cittadina svizzera, su dei bus di periferia norvegesi e in primavera una casa automobilistica giapponese ha fatto fare un giro senza pilota ad una macchina a Londra. Poca roba, folklore. I problemi sono due: il primo è legislativo, mancano le norme. Il secondo è tecnologico: un’auto senza pilota funziona perché riceve e trasmette informazioni con una rete Internet ad alta velocità. In Italia insomma, non potrebbero girare. Del tema a  Bruxelles se ne parla come di una cosa che un giorno verrà. Ma quel giorno è arrivato.

 

 

 


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