Cosa resta nella cassette delle lettere al tempo di Internet

Multe stradali, volantini pubblicitari e ingiunzioni di Equitalia. Per questo i conti di Poste soffrono. E il lavoro dei postini cambierà: per portare i pacchi di Amazon

C’era una volta la cassetta delle poste. E c’erano le lettere. Lettere d’amore. Scritte a mano, spesso su carta pregiata, con una calligrafia curata, a volte difficile da decifrare immediatamente, ma quel tempo che ci mettevi a leggere il messaggio era anche emozionante. Era come svelare un arcano in fondo al quale c’eri tu e il rapporto con qualcuno a cui tenevi. Che mi avrà scritto? E c’erano le cartoline: paesaggi mozzafiato di luoghi di vacanza, oppure foto buffe o con avvenenti ragazze in bikini che non avevi visto nemmeno col binocolo: e sul retro delle dediche firmate. La cassetta delle poste è stato un luogo importante della nostra vita per almeno un paio di secoli: dal Far West a oggi possiamo dire. E ha resistito all’avvento prima del telegrafo e poi del telefono che hanno reso più facile scambiarsi messaggi. Ma le lettere erano un’altra cosa. Poi è arrivato internet e dopo ancora i social network, e la nostra vita privata si è spostata lì: il corteggiamento scritto, le lettere d’amore o anche i semplici messaggi sono su Whatsapp e sulle altre app chiamate appunto di messaggeria istantanea. E nella cassetta delle poste sono rimaste tre cose: i volantini pubblicitari, le multe stradali e le ingiunzioni di Equitalia che ogni tanto si ricorda di qualche tua infrazione di quando eri studente. Al punto che quando arriviamo a casa, mio figlio, che ha 7 anni, si precipita emozionato per vedere cosa c’è nella cassetta postale e io  gli dico: no fermo, per favore, che fretta c’è?, la guardiamo domani. Questa mutazione si riflette nei conti che ha appena presentato Poste che è diventata sempre più una società di servizi bancari, finanziari, digitali e sempre meno la società dei postini. La riduzione dei servizi postali nel 2017 è stata del 10 per cento e si è passati da un utile di 35 milioni ad una perdita di 6. Per reagire alla crisi Poste ha cambiato strategia e fra le altre cose ha deciso che nel 2018 i postini busseranno anche il sabato: ma non per le multe stavolta. Per consegnare i pacchi delle cose che compriamo su Amazon.



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