La formidabile impresa della startup che vuole recuperare un miliardo in monetine da uno o due centesimi

Abbiamo smesso di produrle ma ce ne sono tantissime in circolazione di cui nessuno sa che fare. Centy punta a creare dei contenitori dove infilarle e vedersi accreditato il valore in moneta elettronica. A segno un aumento di capitale da 250 mila euro per essere pronti in autunno con i test

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Questa storia della startup Centy che vuole farci recuperare le inutili monetine da un centesimo e da due centesimi mi pare meravigliosa. Mi ricorda il famigerato primo cent di Zio Paperone, la Numero Uno, intesa come la prima moneta su cui il super taccagno dei fumetti aveva costruito la sua leggendaria fortuna. O anche i due “grami, miseri, semplici penny” di una delle scene più belle di Mary Poppins, quella in cui il vecchissimo banchiere prova a convincere i due bambini ad aprire un conto corrente con le due monetine che hanno in tasca, ma loro rifiutano perché vogliono usarle per dare da mangiare ai piccioni. E scoppia un pandemonio, del resto la storia è ambientata negli anni ‘30, quelli della Grande Depressione e davvero ogni monetina è importante in certi momenti.

 

Eppure quelle da un centesimo e due centesimi sono una follia dei nostri tempi. Basti pensare che costa più produrle del valore che hanno: insomma gli Stati le producono in perdita e poi queste finiscono regolarmente perdute in qualche tasca, impossibile usarle pure per la mancia. Si calcola che dal 2002 nei paesi dell’Unione Europea ne sono state prodotti 50 miliardi di pezzi, e a Bruxelles si parla da un po’ di ritirarle dal mercato, più complicato a dirsi che a farsi. Ma non è vietato smettere di produrle, aspettando che spariscano man mano che le perdiamo. Ha iniziato la Finlandia, e da qualche mese è legge anche in Italia dove le monetine in circolazione avrebbero in tutto un valore di sei miliardi di euro. Buttati, in questo momento. E qui arriva la startup Centy, fondata da Davide Caiafa, 41 anni, con Lorenzo Vidoz, che ha appena trovato soci - importanti - per un piccolo aumento di capitale da 250 mila euro con cui costruire i primi tre prototipi dentro i quali inserire le monetine e vedersele accreditate su un conto digitale per poter poi spendere quei soldi in qualche modo. Oppure darli in beneficenza come i due bambini di Mary Poppins. In tutto i due fondatori di Centy puntano a rimettere in circolazione nella nostra economia un miliardo di euro. Se ci riescono sono da applausi.

 


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