Amazon registra conversazione privata, la manda a un contatto in rubrica (e si scusa)

Negli Stati Uniti il popolare assistente vocale si è attivato per errore registrando le parole di una coppia e inviandole, sempre per errore, a un conoscente. La spiegazione: è improbabile ma può succedere

Amazon Echo registra diffonde conversazione 

Immaginate di stare a casa, con il vostro compagno, la compagna o i figli, e di parlare come se foste soli. E immaginate che invece il telefonino, il personal computer o uno degli altri aggeggi che stanno nelle nostre case e che sono collegati alla rete, registri la conversazione. E che per errore la mandi ad uno dei vostri contatti in rubrica. Così, senza dirvelo. Immaginate come vi sentireste, così potrete capire come si è sentita una giovane coppia americana che aveva messo in ogni stanza un Amazon Echo, uno di quegli assistenti vocali che vanno molto di moda (ce ne sono anche di Google ed Apple come è noto): di solito sono dei cilindrotti grandi come un cartone del latte, con i quali parlare per farsi sbrigare dei servizi collegati alla rete tipo “mettimi quella canzone da Spotify” o “a che ora parte il mio volo”. Visto che non sono particolarmente costosi, si stanno diffondendo molto rapidamente soprattutto negli Stati Uniti. Ma siamo sicuri di voler avere in casa degli aggeggi che possono registrare tutto quello che diciamo e mandarlo a qualcun altro a nostra insaputa? Siamo sicuri di no, ovviamente, ma il vero problema è che non siamo sicuri nel senso che la tecnologia per quanto avveniristica e affascinante presenta ancora dei rischi piuttosto grossi. Come dimostra il caso di Seattle che secondo Amazon è “estremamente raro”, ma non impossibile. Infatti sarebbe accaduto questo: “Echo si è acceso perché qualcuno in casa ha pronunciato una parola che assomigliava ad Alexa”, il nome dell’assistente vocale di Amazon; a quel punto Echo ha registrato per un po’ e ha sentito le parole “manda il messaggio” e allora ha risposto chiedendo “a chi?”; la coppia non ha sentito la domanda ma deve aver pronunciato il nome di uno dei contatti in rubrica, e allora Echo ha chiesto - sempre senza che nessuno potesse udirlo evidentemente: sei sicuro che devo mandare la conversazione a tizio?. Un sì nelle frasi successive è bastato a far sì che il file audio venisse inviato. Se questa è l’intelligenza artificiale di cui parliamo, il termine intelligenza mi pare un tantino prematuro.

 

 



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