Salvini vuole andare dal notaio per siglare l'alleanza con Meloni e Berlusconi

Il leader della Lega Nord chiede agli alleati un atto formale e vidimato per evitare ribaltoni post elettorali. Come hanno reagito Fratelli d'Italia e Forza Italia

Salvini vuole andare dal notaio per siglare l'alleanza con Meloni e Berlusconi

"Non dare fiducia, prestala", scriveva Francois Proust. Forse per le vicissitudini di questi ultimi anni, forse per una sostanziale consapevolezza che in politica la lealtà è solo una variabile come tante altre, fatto sta che Matteo Salvini ha chiesto a Silvio Berlusconi e a Giorgia Meloni di siglare un patto per l'alleanza di centrodestra nientemeno che davanti al notaio. E anche nel centrosinistra il tema della fiducia non è lasciato al caso: dopo un lungo e articolato incontro con il Pd, Campo progressista ha chiesto ai dem di mettere un pegno concreto sulle promesse di alleanza: il varo entro la fine della legislatura della legge sullo ius soli e sul biotestamento.

Ma la proposta più forte viene dal leader della Lega, che ha chiesto al leader di Forza Italia di scrivere un patto "scritto nero su bianco e poi portato dal notaio" perché chiunque sia eletto col centrodestra si impegni a non sostenere un governo con il Pd il giorno dopo il voto. "Voglio evitare scherzi" ha spiegato. Subito appoggiato dalla Meloni: "Se Salvini vuole farlo dal notaio meglio, noi ci siamo e ci saremo".

Forza Italia per ora frena e chiede agli alleati di fidarsi sulla parola. Ma fu lo stesso Berlusconi, si racconta, a chiedere un impegno scritto di lealtà all'allora leader del Carroccio Umberto Bossi, dopo che questi aveva fatto cadere il suo governo nel '94 alleandosi con Massimo D'Alema e dando vita al famoso 'ribaltone' in una fase di bipolarismo. Ora tutto è cambiato, il bipolarismo ha lasciato il posto al tripolarismo, che rende assai più difficile arrivare a una maggioranza netta e autosufficiente per dar vita a un governo omogeneo. Anche la nuova legge elettorale non garantisce una maggioranza netta.

Le coalizioni dunque si formano prima del voto, ma i partiti sono guardinghi l'uno con l'altro e temono che in caso di stallo, pezzi di coalizioni avversarie alle elezioni si alleino per governare insieme dopo le elezioni. Ecco perché Salvini chiede la garanzia di un patto dal notaio. La fiducia va bene, ma a occhi chiusi può essere un azzardo.



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