Tra Lega e M5s inizia il match sul "decretone"

La partita su reddito di cittadinanza e quota 100 si sposta alle Camere. Il Carroccio vuole cambiare il provvedimento bandiera del M5s, il quale ribatte che è la riforma delle pensioni a pesare più sui conti. È iniziata la battaglia per le Europee

reddito cittadinanza quota 100

Dopo il via libera del Cdm a reddito di cittadinanza e Quota cento, la partita sui due provvedimenti si sposta in Parlamento. La Lega, questo l'invito rivolto dal segretario Salvini ai suoi, presenterà pochi emendamenti ma punta in ogni caso a modificare la misura bandiera dei 5 stelle. Resta la preoccupazione, in realtà anche tra molti pentastellati, sui tempi e su come verrà attuata la norma mentre ieri mattina fonti di Palazzo Chigi hanno ribadito che i beneficiari saranno 5 milioni. Nel Movimento 5 stelle, però, c'è sconcerto per la presa di distanza di ieri del ministro dell'Interno che ha esposto solo il cartello con 'Quota cento' e si sottolinea che è sul fronte delle pensioni che si rischia di far sballare i conti, tanto che la Ragioneria ha inserito delle clausole salva-spesa. "Noi - spiega un 'big' M5s - su quota cento ci crediamo, ci attendiamo lealtà da parte degli alleati".

Il rimpasto? Non è tabù

Ieri Salvini e Di Maio erano a Rigopiano a due anni di distanza dalla tragedia. Entrambi difendono le proprie battaglie (M5s sta organizzando un evento con tutti i 'big') in un clima da campagna elettorale che è destinato a durare fino e dopo le Europee. Tra i pentastellati, per esempio, l'argomento rimpasto non viene considerato un vero e proprio tabù. La Lega punta all'Economia? "Per noi va bene, però a Palazzo Chigi deve rimanere solo Conte...", il ragionamento. Al di là di scenari e indiscrezioni, gli 'azionisti' del governo dovranno confrontarsi soprattutto con i dati dell'economia, non ultimi quelli della Banca d'Italia.

Recessione tecnica? "C'è la conferma che serve una manovra espansiva - dice il presidente della commissione Bilancio della Camera Borghi - ci auguriamo che l'Italia di fronte a questa nuova sfida possa parlare con una voce sola e che anche la Banca d'Italia si attivi difendendo in ogni sede europea le scelte del governo".

La partita delle amministrative

All'Eurogruppo, all'Ecofin e al Forum mondiale sull'economia sarà il responsabile di via XX Settembre - giovedì assente nella conferenza stampa a Palazzo Chigi - a dover illustrare le linee dell'esecutivo. M5s e Lega già guardano alle Europee e puntano ad incassare prima dell'appuntamento di maggio non solo reddito e quota cento. La Lega vuole fare il pieno in Abruzzo e Sardegna per far capire di essere elettoralmente più forte del Movimento e punta in primis su legittima difesa (alla prossima Conferenza dei capigruppo chiedera' l'iter di urgenza, "sarà approvata entro febbraio", dice Salvini) e autonomia.

Soprattutto su quest'ultimo punto si registrano resistenze nei gruppi parlamentari: resistenze che potrebbero sfociare nell'assemblea congiunta che terranno i pentastellati lunedì. M5s, invece, insisterà sulle riforme costituzionali (si comincera' a votare martedì a Montecitorio), sul dimezzamento dei parlamentari e il taglio degli stipendi e sulla proposta di legge sull'acqua pubblica (ma ci sono i dubbi dei leghisti che non vogliono tener fuori i privati e chiedono che la gestione venga lasciata a società con maggioranza pubblica che possano intervenire su bacini d'utenza al massimo di 500 mila abitanti).

Su Tav e trivelle la tensione resta

Difficile che nel dibattito parlamentare trovino spazio temi fuori dal contratto (dal fine vita alla legalizzazione della cannabis per uso ricreativo), probabile invece che lo scontro continuerà sul tema delle trivelle e della Tav. Ma al di là dei temi si registra sempre di più alla Camera e al Senato uno schema che prevede il sostegno alla Lega di FI e Fdi sulle misure che fanno riferimento al centrodestra (per esempio gli azzurri sulla legittima difesa e Fratelli d'Italia su quota cento) e un confronto tra M5s e Pd (prima sulla nomina dei vertici del parco del Circeo, poi sui referendum propositivi).

Segnali che però non preludono ad una crisi nella maggioranza. Le opposizioni scommettono comunque che i nodi verranno al pettine dopo le Europee, soprattutto se la situazione economica dovesse peggiorare. Conte ieri ha allontanato la prospettiva di una manovra correttiva ma nel governo non si esclude alcuna ipotesi. 



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