Il tema che mette in fibrillazione i partiti: come si fanno i collegi?

È cominciato il dibattito su come saranno disegnanti i collegi elettorali, ed è un tema che scalda i cuori (e le proteste) di tutti 

Il tema che mette in fibrillazione i partiti: come si fanno i collegi?
 (Afp)
 Montecitorio

La sola parola 'collegi' pronunciata mercoledì a poche ore dalla riunione del consiglio dei ministri, ha messo in fibrillazione partiti, deputati, senatori ed aspiranti tali. A cittadini ed elettori questa parola non suscita nessuna emozione, ma per gli addetti ai lavori è un elemento fondamentale per capire come potrebbero andare le prossime elezioni, è strumento di lavoro e potere per chi decide le candidature, è speranza di un futuro in Parlamento per big e peones.

Per questo, e non solo, appena si è sparsa la voce che il governo avrebbe varato il decreto legislativo che disegna i nuovi collegi per il Rosatellum, il tempo in Transatlantico si è fermato. E appena si è saputo che il consiglio dei ministri aveva rinviato di uno o due giorni la decisione, il Movimento cinque stelle è partito all'attacco, mettendo in guardia dal disegnare i collegi "al buio" con un "taglia e cuci fatto su misura per chi ha votato il Rosatellum".

Perché i collegi suscitano così tanto interesse in tutti i partiti

Il giallo dello stop and go del governo sul decreto pare in realtà legato solo alla mancanza di un allegato dei dati Istat sulla popolazione delle diverse zone d'Italia, ma il rinvio di uno o due giorni della scelta ha seminato il panico nei palazzi della politica. I collegi sono l'ambito territoriale in cui è divisa la platea degli elettori e devono ovviamente essere simili per numero di abitanti. Ma in base a come vengono disegnati alcuni ritengono che si possa pensare di favorire uno schieramento piuttosto che un altro. O perlomeno era così finché c'erano i vecchi partiti e il voto rispondeva anche al criterio della fedeltà.

Se storicamente una zona era 'rossa' o 'bianca', disegnare un collegio su quella zona poteva garantire un eletto a quel partito. Ora le carte sono state molto rimescolate, esiste un tripartitismo che ha fatto saltare molti schemi, ma ancora gli esperti dei partiti sanno dividere i vari collegi disegnati in tre o quattro fasce. Ogni partito sa di avere zone in cui certamente eleggerà un suo rappresentante e zone in cui non ha chance.

E dunque candiderà chi vuole eleggere sicuramente nella prima fascia e chi invece corre solo per spirito di servizio nei collegi di ultima fascia. La corsa a garantirsi una candidatura sicura può dunque cominciare solo una volta approvato il decreto. Ma oltre alle aspirazioni dei singoli c'è un dato più generale: dal momento in cui i nuovi collegi saranno disegnati il Rosatellum sarà davvero applicabile e cioè sarà possibile sciogliere le Camere e indire le elezioni. A quel punto il count down per il voto in primavera comincera' a scandire il suo tic tac.



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it