"L'Italia ammetta le sue colpe nella Shoah, è inaccettabile parlare di meriti del fascismo"

Discorso durissimo del capo dello Stato alla vigilia della Giornata della memoria

"L'Italia ammetta le sue colpe nella Shoah, è inaccettabile parlare di meriti del fascismo"

Basta revisionismi. L’Italia deve ammettere le sue colpe. Il fascismo non ebbe meriti, le leggi razziali sono una macchia infamante per il nostro Paese che, tutto e con rarissime eccezioni, si voltò dall’altra parte e divenne complice dello sterminio degli ebrei. Sergio Mattarella picchia duro sul passato e sul presente, su tutti quelli che da storici o da politici vogliono dare un’idea edulcorata del Ventennio, glissando sulle complicità di un intera nazione, e dei Savoia, con Benito Mussolini. Un modo, il suo, per mettere la parola fine a letture e riletture, dopo anni di tentennamenti.

La Repubblica italiana, nata in antitesi al fascismo, non deve avere timore di fare i conti con la storia d’Italia. È dunque giunto il momento di mettere in fila quanto successe ottanta anni fa. Davanti alle neo senatrice vita Liliana Segre, a Pietro Terracina sopravvissuto ad Auschwitz, alla presidente dell’Unione delle comunità ebraiche Noemi Di Segni e a tanti studenti, il Capo dello Stato celebra al Quirinale il Giorno della memoria.

Ecco allora la ricostruzione di Mattarella. Le leggi razziali furono scritte nel 1938 da Mussolini, firmate dal re, accolte ed eseguite da un intero Paese: funzionari, intellettuali, cittadini. E sono state “una pagina infamante” della nostra storia. Ma prima di esse vi fu un altro esempio di razzismo: il decreto, firmato anche questa volta dal re di casa Savoia, che discriminava i sudditi africani delle colonie. A cui seguì il Manifesto della Razza, che giustificò la persecuzione con l’aiuto di storici, giuristi, scienziati e medici “compiacenti”.

Dalla netta condanna di quelle leggi deriva uno stop definitivo al revisionismo: sostenere ancora oggi che il fascismo ebbe alcuni meriti ma fece due soli errori, la guerra e le leggi razziali, è una affermazione “gravemente sbagliata, inaccettabile e da respingere con fermezza”.

Le frasi del presidente Mattarella

​"Il  cammino dell'umanità è purtroppo costellato di stragi, uccisioni, genocidi. Tutte le vittime dell'odio sono uguali e meritano uguale rispetto. Ma la Shoah - per la sua micidiale combinazione di delirio razzista, volontà di sterminio, pianificazione burocratica, efficienza criminale - resta unica nella storia d'Europa". 

"Le leggi razziali - che, oggi, molti studiosi preferiscono chiamare leggi razziste- rappresentano un capitolo buio, una macchia indelebile, una pagina infamante della nostra storia".

"Con la normativa sulla razza si rivela al massimo grado il carattere disumano del regime fascista e si manifesta il distacco definitivo della monarchia dai valori del Risorgimento e dello Statuto liberale".

"Sorprende sentir dire, ancora oggi, da qualche parte, che il Fascismo ebbe alcuni meriti, ma fece due gravi errori: le leggi razziali e l'entrata in guerra. Si tratta di un'affermazione gravemente sbagliata e inaccettabile, da respingere con determinazione".

"La Memoria, custodita e tramandata, è un antidoto indispensabile contro i fantasmi del passato".

"La Repubblica Italiana, nata dalla Resistenza, si è definita e sviluppata in totale contrapposizione al fascismo".

"L'indicazione nella Costituzione delle discriminazioni da rifiutare e respingere, all’articolo 3, rappresenta un monito. Il presente ci indica che di questo monito vi era e vi è tuttora bisogno".

"La Repubblica italiana, proprio perché forte e radicata nella democrazia, non ha timore di fare i conti con la storia d'Italia, non dimenticando né nascondendo quanto di terribile e di inumano è stato commesso nel nostro Paese".

Laconico ma soddisfatto Pietro Terracina, ebreo italiano sopravvissuto al lager di Auschwitz: “Le parole chiare di Mattarella sono importanti. Speriamo che il passato sia passato”. 



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