Mappare 2.000 città usando 6 stereotipi. Il progetto Hoodmap

Si usano categorie cui è assegnato un colore specifico in grado di raccontare visivamente la suddivisione della popolazione all'interno di un centro abitato

Mappare 2.000 città usando 6 stereotipi. Il progetto Hoodmap
 Hoodmaps
Ognuno di noi sa com'è divisa la propria città. Quali sono i quartieri più residenziali e quali più poveri, quali sono quelli occupati dagli studenti, quelli più moderni, più storici, più vivi o spenti culturalmente. Informazioni che farebbero comodo anche quando, smessi i panni dei residenti, si vanno a indossare quelli tipici dei turisti in giro per il mondo. Da questa esigenza è nato il progetto Hoodmaps che, attraverso conoscenze collettive, ha già mappato più di duemila città. Molte anche in Italia. Come? Usando categorie, o grandi stereotipi, cui è assegnato un colore specifico in grado di raccontare visivamente la suddivisione della popolazione all'interno di un centro abitato. 

6 categorie per duemila città

I creatori di Hoodmaps hanno individuato 6 grandi tipologie di quartiere: quello ricco, quello universitario, quello hipster, quello turistico, quello finanziario (o più in generale dedicato a uffici e alle attività lavorative) e, infine, quello considerato "normale", ovvero abitato da individui che non possono essere inseriti in una delle classificazioni precedenti. Ma le regole non sono così rigide. Gli utenti possono segnalare altre caratteristiche che generano, per ogni città, dei tag soggettivi, capaci di individuare le tipicità delle realtà già mappate. Allo stesso modo possono indicare, con un + o con un -, se i tag sono corretti o no, se le zone sono colorate nel mondo giusto o no. Alcune di queste mappe possono vantare il contributo di qualche migliaio di utenti mentre, per altre, ci sarebbe il bisogno di altre segnalazioni per essere considerate più affidabili.

Chi ha creato Hoodmaps

Lo sviluppatore che ha avuto l'idea è un giovane olandese, Pieter Levels, partito da un semplice assunto raccontato da CityLab: "Sono originario di Amsterdam e mi sono reso conto che il 90% dei turisti si limitavano a visitare le zone più note e conosciute. Nessuno di loro ha avuto la possibilità di conoscere realmente la città. Quella più vera e lontana dai percorsi solitamente consigliati dalle guide". 

I rischi di una mappatura del genere

Non è un caso l'utilizzo della parola "stereotipo". Il rischio di progetti come questo è noto. Basarsi solamente sull'aiuto e sulle segnalazioni degli utenti può portare sia a commettere errori nell'identificazione dei vari quartieri ma, ancor più grave, può determinare lo sviluppo di pregiudizi negativi (due su tutti: bianchi = ricchi; redditi bassi = hipster). L'esempio dell'app SkethFactor, oggi chiusa, è quello più noto. La speranza è che Hoodmaps riesca a limitare fenomeni come questi. 


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