Il leone d'oro a Benigni è la buona notizia

Il leone d'oro a Benigni è la buona notizia

È semplicemente la buona notizia di cui ho bisogno e che spesso mi manca
leone oro benigni

© Zumapress / Agf - Roberto Benigni

L'assegnazione a Roberto Benigni del Leone d'Oro alla carriera è la bella notizia di cui tutti abbiamo bisogno. Uso di proposito l'articolo determinativo "la" e non quello indeterminativo "una" perché, in ossequio alle regole della grammatica, voglio indicare qualcosa di preciso. Voglio parlare esattamente di quella "buona notizia" che Roberto Benigni rappresenta nella mia vita.

Quando mi capita di parlare dell'attore (nonché regista, comico e sceneggiatore) toscano con altri cattolici spesso assisto alla fiera dei distinguo. "Noi cattolici" frequentemente cerchiamo di capire "quanto è cattolico", distinguiamo tra il Benigni prima di Nicoletta Braschi e quello dopo, aggiungiamo poi che ha presentato il libro dialogo di Papa Francesco con Andrea Tornielli, oppure usiamo come spartiacque Dante Alighieri e I dieci comandamenti.

Roberto Benigni per me, invece, è semplicemente la buona notizia di cui ho bisogno e che spesso mi manca. È il raggio di sole nel buio della stanza, il bicchiere d'acqua nel deserto, la boccata d'ossigeno quando soffochi. Quante volte la sera, dopo una giornata difficile, cerco su YouTube certi spezzoni de "La vita è bella" ma anche duetti indimenticabili con Troisi o passaggi commoventi come quello sulla felicità. "Il problema fondamentale dell'umanità da duemila anni è amarsi”, dice lì e quanto è vero.

La magia di questa frase per esempio, il raggio di luce, non sono "le parole" ma la straordinaria convinzione, la forza esemplare, il desiderio che traspare di un uomo che trasmette la propria lotta, momento per momento, giorno per giorno, per stare dalla parte positiva della vita, quella bella, dove c'è il sole. Perché non vuole far vincere, nel proprio cuore, il male, la tristezza, il buio. Forse quanto sto per dire può suonare sacrilego, ma a me Benigni conquista perché in lui trovo ciò che lo rende uomo non ciò che lo rende attore. Quello che cerco di fare sempre - trovare ciò che rende "umano" un medico, una giornalista, un pizzaiolo - e che quasi sempre è così difficile, con Roberto Benigni è facile. Naturale.