Se CR7 torna ad allenarsi la stessa settimana in cui riaprono le chiese

Se CR7 torna ad allenarsi la stessa settimana in cui riaprono le chiese

L'accostamento sembra irriverente ma la Messa e il calcio sono due elementi essenziali per definire gli italiani
ritorno cristiano ronaldo allenamento messe

© MARCO BERTORELLO / AFP  - Cristiano Ronaldo 

Cristiano Ronaldo torna ad allenarsi la stessa settimana in cui si ricomincia ad andare a Messa. Sembra un paragone irriverente ma è, in primo luogo, un fatto.

Il 23 febbraio scorso era una domenica e c'era stato il primo stop al Campionato di serie A con, tra le altre, Inter-Sampdoria, da giocare a San Siro, rinviata a data da destinarsi. E, guarda caso, il pomeriggio di quella stessa domenica, a Milano, erano state sospese le Messe. Anche in quell'occasione quindi calcio e Messa erano andate a braccetto. In questo momento manca l'ufficialità delle date ma, con tutti i grandi club che si sono rimessi al lavoro, la domanda non è se ricomincerà il campionato, ma quando.

La Messa e il calcio sono due elementi essenziali per definire al giorno d'oggi il nostro paese. Non significa naturalmente che tutti vadano a Messa o che tutti siano credenti, così come non è necessario che tutti siano presi dal tifo per una squadra, ma sono elementi esistenziali essenziali alla nostra identità.

Se la Messa, come dicono i cristiani, è centro e radice della vita interiore, il calcio è centro e radice della vita esteriore. E questo è un ossimoro pieno di senso perché la nostra "vita esteriore" ha comunque dei riferimenti necessari. Il calcio, in Italia, è certamente la metafora più forte della vita. Guardate come gioisce o si dispera un calciatore che segna un gol o che lo sbaglia, un portiere che neutralizza un rigore o che subisce la rete, e capirete di non essere molto lontani, emotivamente, da un gladiatore che negli stadi di duemila anni fa moriva o viveva sul serio.

Il calcio come critica al potere

La forza più incredibile del calcio è quella di dare l'impressione che, sul serio, in quella sede, possa vincere chi se lo merita, e in questo è davvero una critica al potere. Le discussioni che riguardano il calcio, oltre l'aspetto tecnico, sono incentrate su tutti quegli ingredienti che tutelano la correttezza del gioco: gli arbitri, i regolamenti, l'equilibrio finanziario ed economico delle società. Chi guarda una partita può pensare di vedere lì una rivincita alle ingiustizie che ha subìto sul lavoro o nella vita: la palla è rotonda e nessuna lobbies può decidere che finisca dentro o vada fuori. Quella palla deve essere giocata da ventidue persone che, in linea di principio, hanno su di essa tutte le stesse possibilità: al contrario di quanto accade a noi comuni mortali che invece siamo continuamente soggiogati da forze più grandi di noi.

Il gioco del calcio, portando in scena l'azione che si affranca dal potere, è in simmetria con l'altra forza che, insieme al potere, governa le nostre vite: l'amore. Esso dovrebbe essere appannaggio della Messa, luogo nel quale misteriosamente un uomo Dio torna a farsi carico dei peccati del mondo regalando per amore la vita a chi gliel'ha tolta. È solo una coincidenza che Ronaldo torni ad allenarsi nella settimana in cui ricominciano le Messe? Sì, se è stata solo una coincidenza che san Siro sia stato chiuso lo stesso giorno in cui sono state chiuse le Messe a Milano. Ciascuno di noi può deciderlo. Ma i fatti sono quelli.