Spero davvero che Emanuele Crestini diventi un eroe celebre

Non mi spiego perché al gesto del sindaco di Rocca di Papa (morto ustionato nell'incendio del palazzo comunale. Invece di mettersi in salvo, è andato a cercare ai piani superiori persone rimaste prigioniere delle fiamme) non sia stato dato il giusto risalto mediatico

funerali sindaco rocca di papa crestini
Agf
Emanuele Crestini

Si terranno questo pomeriggio alle 16.30 i funerali di Emanuele Crestini, l'eroico sindaco di Rocca di Papa. Non è sopravvissuto alle ustioni che lo hanno colpito per essere stato l'ultimo ad uscire dall'incendio che ha distrutto il Palazzo Comunale. Era morto il 20 giugno, una settimana dopo il disastro nel quale era deceduto anche Vincenzo Eleuteri.

L'incendio era avvenuto per una dispersione di gas da tubature stradali che avevano appiccato il fuoco all'edificio. Quando è deflagrata l'esplosione, Crestini non aveva esitato a rientrare in Comune e a risalire i piani superiori per fare in modo che potesse uscire chi era rimasto dentro e in difficoltà. Il sindaco avrebbe potuto mettersi immediatamente in salvo ma, per consentire che le operazioni avvenissero con l'ordine e la precisione che in questi casi significano la differenza tra la vita e la morte, era stato poi l'ultimo ad uscire, dando la precedenza prima ai cittadini, poi ai dipendenti e infine agli altri consiglieri. Per questo motivo le ustioni e le esalazioni dei fumi respirati sono state enormi e l'hanno condotto alla morte nonostante fosse giovane: 47 anni che avrebbe compiuto proprio il 24 giugno, un compleanno che avrebbe voluto trascorrere con la fidanzata Veronica Cedroni.

“Era convinto di farcela, ha raccontato la giovane. Quando Emanuele mi è passato davanti in barella all’ospedale subito dopo l’esplosione in Comune mi ha chiesto: quando esco da qui, mi sposi?"

La salma è rimasta in questi giorni in chiesa ma l’estremo saluto si terrà presso il parco della Pompa in località Campi D’Annibale a Rocca di Papa. La scelta di celebrare il rito funebre nel parco, si è resa necessaria per permettere al gran numero di persone che ci si attende, di assistere alla celebrazione. Oltre che comprendere esattamente la dinamica dell'incidente, rimane da capire perché i media nazionali abbiano dato così poca evidenza a un fatto così clamoroso, anche se nel bene.

Perché l'eroismo di Crestini è passato quasi sotto silenzio? Le cronache parlano di 16 feriti, che quindi significano 16 persone salvate. Ad esse bisogna aggiungere tutte quelle persone che sono riuscite a scappare indenni dal Palazzo in fiamme. Perché la negligente incoscienza di Schettino ha monopolizzato per giorni e giorni, i tg e le trasmissioni nazionali ad ogni ora, e invece l'atto di eroismo del sindaco è rimasto nella nicchia?  Crestini è stato davvero un uomo e un servitore dello stato.

"Prima le donne e i bambini" è un imperativo che può essere osservato solo se c'è un capo che, rimasto in piedi nella tragedia, sacrifica la propria vita perché ci sia ordine nella fuga. Altrimenti non si salvano prima le donne e i bambini: si salvano prima i violenti e i furbi. Emanuele Crestini è stato quest'uomo e vorrei che a lui si desse almeno la stessa celebrità che si diede a Schettino, che invece scappò balbettando. Non so chi abbia avuto l'idea del funerale nel parco ma è un'idea bella. Perché dà proprio l'immagine del seme che muore per dare la vita.  Ovvero proprio ciò che Emanuele ha fatto in modo immediato, semplice, dando prova dell'eroismo quotidiano, solido, senza fronzoli di cui noi italiani siamo tante volte capaci e che dobbiamo imparare a mettere in luce.



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it.