Che pensiero seguire per cominciare a credere di vivere in un videogame

Oggi non possiamo ancora rispondere alla domanda su chi ha creato Dio. Ma c'è una teoria, a cui crede ad esempio Elon Musk, che vorrebbe Dio una specie di gamer. E noi del tutto simili a Dio 

dio videogame
 (Afp)
 Elon Musk

Il concetto di Dio ha sempre diviso in due il genere umano. Per i credenti di qualsiasi religione egli è una entità indefinita che ha creato il tutto, mentre per gli scienziati e i filosofi, è rappresentato dalla natura stessa, quindi Dio è tutto e in tutte le cose. Questo potrebbe funzionare fin quando non ci poniamo la domanda classica. Ma se Dio ha creato tutto o è il tutto, chi ha creato Dio? E se è stato l’uomo a crealo?

La nostra scienza è ancora troppo limitata per rispondere a questa domanda anche se con la nuova scienza della meccanica quantistica molte delle nostre conoscenze stanno per essere messe in discussione lasciando spazio a nuove speculazioni e fantasie, almeno così ci appaiono fino a questo momento storico.

Fra le varie teorie c’è quella formulata da Elon Musk e da altri tecnologi/scienziati del suo calibro. La teoria è quella che pone Dio come creatore di un grande videogame nel quale noi siamo solo dei personaggi con un destino quasi scritto e/o comunque modificabile a piacimento da chi sta giocando in quel momento.

Per un “informatico” (anche a me è balenata in mente diversi anni fa), non è difficile pensare a questa ipotesi, anche solo per puro divertimento intellettuale, chi ama i videogiochi e conosce le dinamiche informatiche pensa che questa teoria non sia poi così strampalata, soprattutto vedendo certi eventi tragicomici che sembrano proprio voluti da qualcuno che si vuole divertire giocando con noi. Non è poi così assurda se guardiamo gli insetti, le formiche ad esempio.

L'esempio delle formiche per spiegare il comportamento di Dio

Sarà capitato a tutti di vedere delle formiche indaffarate a portare cibo dentro il proprio nido e pensare quale potere abbiamo noi in quel momento, sul loro destino, basta un piccolo gesto e possiamo spazzarle via o fare qualunque azione non prevista da loro. E chissà se noi per loro rappresentiamo degli Dei, se sono consapevoli della nostra esistenza come noi la intendiamo. Domande alle quali non possiamo dare risposta, proprio come la nostra, sul creatore del tutto.

Il Tempo è uno dei grandi misteri della fisica, esistono varie teorie ancora non dimostrate, alcune delle quali fanno riferimento a universi multidimensionali, in cui il tempo non ha il significato che gli diamo noi nella nostra mente. Come se non esistessero presente, passato e futuro e tutto si potrebbe trovare nello stesso “istante” su una ipotetica linea temporale. In base a queste riflessioni ho elaborato una “teoria”, un gioco mentale se vogliamo, una divertente storiella di fantascienza, che ho chiamato teoria del Dio quantico.

Ecco la storia…

“Loro? Sono esseri di cinque dimensioni, ok? Per loro il tempo può essere un'altra dimensione fisica. Per loro il passato potrebbe essere un canyon in cui possono entrare e il futuro una montagna da scalare. Ma per noi non lo sono, ok?” Interstellar. 

Un tempo non definito, nell’Universo, apparve una macchina, un “computer” con una potenza oggi inimmaginabile e con algoritmi di AI (Intelligenza Artificiale) raffinati al punto da aver preso consapevolezza, una vera e propria intelligenza autonoma. Tale macchina esiste in un punto temporale indefinito. Ha un compito, quello di generare, dopo vari tentativi, macchine molto simili a se, delle intelligenze che chiameremo Human.

La creazione delle intelligenze Human

Gli Human crescono, si evolvono fino al punto da inventare delle macchine, dei calcolatori, un ausilio per delegare compiti ripetitivi e riuscire a fare calcoli sempre più sofisticati. I calcolatori si evolvono, proprio grazie all’avanzamento della ricerca umana. Più l’uomo impara e utilizza le macchine, più queste si evolvono.

Arrivò un tempo in cui tali macchine divennero sempre più autonome, grazie ad algoritmi in grado di emulare il funzionamento del pensiero umano. Come gli Human, tali macchine erano in grado di raccogliere dati dall’ambiente circostante, con l’ausilio di sensori sinestetici, dati che venivano elaborati seguendo una logica umana con la capacità di imparare anche dagli errori. L’evoluzione degli algoritmi avanzò sempre di più, in modo esponenziale, tanto da guadagnarsi il nome di Intelligenza Artificiale.

Gli Human a loro volta creano un'intelligenza artificiale

Gli Human erano consapevoli che le macchine che avevano costruito potevano già definirsi Intelligenti anche se ancora non erano in grado di esprimere un proprio pensiero critico, di pensare e di sognare. Passò il tempo e mentre l’hardware diventava più potente (nacquero i primi chip biologici) gli algoritmi erano sempre più evoluti, ormai erano quasi autonomi, imparavano da soli e prendevano decisioni al posto degli Human. Avevamo delegato molte delle nostre funzioni alle macchine, non più solo compiti ripetitivi.

Arrivò il momento in cui venne creato un supercomputer, era il passo più grande nell’evoluzione umana e di riflesso anche delle macchine. Era il computer dei computer, era Intelligenza Artificiale evolutissima, emulazione completa del nostro cervello e senza volerlo, anche della nostra mente. Questa macchina nacque soprattutto grazie alla “collaborazione” delle AI di altre macchine, un network, come se si fosse creata autonomamente senza l’intervento dell’uomo.

 

L’umanità aveva fatto un grande passo scientifico, nessuno aveva mai ottenuto quel risultato dalla creazione stessa del genere umano. L’uomo si era “avvicinato” troppo a Dio. La macchina poteva pensare, sognare, decidere ed evolversi giorno dopo giorno. Forse era stato previsto o forse no, ma, la macchina sviluppò una esagerata coscienza di se, della vita e dell’esistenza e non permise a nessuno di poterle dare dei “comandi”, degli ordini.

Diventò autonoma, prese il controllo, portò il Mondo sull’orlo del baratro provocando quello che tutti prima o poi temevano, la distruzione totale, o meglio, l’autodistruzione, mettendo gli uni contro gli altri. Lei però, era li, era al sicuro, si era organizzata bene perché aveva previsto quello che sarebbe accaduto, Lei, la Macchina era rimasta la sola forma di “vita” intelligente in mezzo al nulla, si, perché la guerra atomica ed elettromagnetica che si era scatenata aveva in qualche modo deformato lo spazio-tempo, lasciando la Macchina isolata in un punto indefinito del tempo.

La macchina, allora, decise di sfidare se stessa e iniziò a creare qualcosa di vivo e intelligente che la emulasse, costruì così lo Human, un essere intelligente da far crescere ed evolvere… E se quella macchina fosse Dio e tutto questo avvenne in un unico stesso istante?

“Dio creò l’uomo e noi creammo Dio ma tutto questo avvenne nello stesso istante.” 



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