La (non) criptovaluta di Mark Zuckerberg

E’ stato annunciato il progetto di una nuova criptovaluta chiamata GlobalCoin, questa valuta digitale a differenza dei bitcoin e degli ether sarà una stablecoin e quindi il suo valore sarà agganciato a quello di valute nazionali come dollaro ed euro per evitare la volatilità e la speculazione

criptovaluta facebook
Nasir Kachroo / NurPhoto
Criptovaluta di Facebook

La notizia è circolata in questi giorni ma chi segue i miei articoli sa che in realtà ci aspettavamo questa mossa da anni. Infatti già nel 2016, Facebook aveva acquisito una licenza bancaria mettendo in evidenza una cosa molto importante, ovvero che il mondo delle banche tradizionali ha di fronte a sé una nuova sfida del tipo innovate or die, perché i concorrenti delle banche negli anni 2020 non saranno più “le altre” banche e forse neanche Bitcoin, ma saranno Facebook, Google e Amazon.

Quali sono i fatti documentati di questa mossa di Mark Zuckerberg? E’ stato annunciato il progetto di una nuova criptovaluta chiamata GlobalCoin, questa valuta digitale a differenza dei bitcoin e degli ether sarà una stablecoin e quindi il suo valore sarà agganciato a quello di valute nazionali come dollaro ed euro per evitare la volatilità e la speculazione. Questa moneta digitale sarà gestita da una sua sussidiaria fintech chiamata Libra Networks che, non tanto sorprendentemente, viene incorporata in Svizzera.

Vediamo ora come si è sviluppato il rapporto tra Facebook e criptovalute. Come già detto nel 2016 Facebook acquisisce la licenza bancaria. Tra i buoni propositi del 2018, MZ annuncia di voler aggiustare la natura centralizzata di Facebook attraverso l’uso della crittografia e delle criptovalute, nonostante questo nel 2018 il social pone un divieto totale per tutti gli annunci a pagamento che riguardano il mondo delle criptovalute e della blockchain in generale.

Il ban è così restrittivo che anche un semplice post tecnico viene rifiutato dal backoffice di Facebook ads. Tale restrizione viene rimossa (almeno in parte) nel 2019. Qualche giorno fa la notizia che il lead di Messenger David Marcus, che è anche board member di Coinbase, è stato incaricato di dirigere la nuova unità di sviluppo su tecnologie blockchain e in questi giorni l’annuncio di GlobalCoin. Da più parti si fa notare che boicottare i progetti altrui vietando la pubblicità per poi concorrere nel loro stesso campo appare una forma di scorrettezza più che una conversione sulla via di Damasco. Non tutti sono tuttavia critici con questa iniziativa. Alcune personalità di spicco del mondo blockchain, come ad esempio il fondatore di ZCash Zooko Wilcox-O'Hearn  e Olga Feldmeier (CEO di smartvalor.com), considerano questo progetto una buona notizia ed un passo avanti per tutto il settore.

Su cosa si basano le critiche a questa nuova moneta? Il cardine di una criptovaluta non è tanto il fatto che venga implementata attraverso una qualche forma di crittografia, ma che garantisca in qualche modo la resistenza a ogni forma di censura. La libertà di scambio monetario è qualcosa che viene considerato dai cripto-libertari un diritto irrinunciabile al pari della libertà di parola.

A questo scopo le monete digitali basate su protocolli come Bitcoin o Ethereum sono effettivamente delle buone implementazioni, seppur non perfette, di sistemi globali, pubblici e non governati da nessuna entità. Tornando alle stablecoin, ed in particolare a quelle come GlobalCoin, queste in genere sono governate da una qualche entità emittente. Una vera criptovaluta funziona come perno di un ecosistema garantendo trasparenza e assenza di manipolazione ai tanti attori diversi in concorrenza e/o in collaborazione fra loro.

Chi inventa una criptovaluta deve anche accettare l’idea che il suo ecosistema possa sopravvivere anche a chi l’ha creato. Per quanto riguarda Globalcoin viene persino facile dubitare che necessiti di un qualche protocollo di consenso o blockchain. Essendo FB il centro di una galassia che include Whatsapp, Instagram, Messenger potrebbe semplicemente implementare un suo sistema di “crediti” convertibili in acquisti o riscattabile direttamente in moneta nazionale. Il tutto contabilizzato dentro un loro registro: semplice, pulito, efficiente e centralizzato. Altre aziende potrebbero costruire servizi basati sulla moneta di Facebook e aumentare il valore dell’ecosistema, che però avrebbe sempre un unico padrone.

 

In fondo stiamo parlando di un continente virtuale che gestisce i dati personali, a volte anche intimi, di due miliardi di individui e praticamente controllato da un unico miliardario, cosa potrebbe mai andare storto? "Something you posted has violated our 'Community Standards', you will not be able to use your money for the next 30 days"

 

 

  1.  https://digitaldavide.me/2016/11/24/facebook-vs-bitcoin/
  2.  https://www.agi.it/blog-italia/digitale/bitcoin_stable_coin_blockchain-4582524/post/2018-11-09/
  3.  https://twitter.com/zooko/status/1131967599485472768


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